SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 10 GIUGNO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Sprint dei depositi anche in guerra
I depositi delle famiglie consumatrici, in particolare, a marzo hanno sfiorato i 1.174 miliardi euro, risultando in crescita dello 0,21% rispetto al mese precedente, quando iniziò l’offensiva militare russa. A dirlo sono i dati sulle consistenze della Banca d’Italia che registrano un trend costante negli ultimi due anni: da quando è esplosa la pandemia (marzo 2020) l’aumento è stato del 9,96 per cento. Il trend è confermato dalle stime Abi sul mese di aprile, in base alle quali i depositi (tra quelli in conto corrente, i certificati di deposito e i pronti contro termine) di tutta la clientela residente – incluse le imprese – risultano in aumento di un ulteriore 5,2%, saliti di 92 miliardi di euro in un anno. In buona misura, all’inizio siè trattato di un contraccolpo legato all’impossibilità di spendere su molti settori e servizi e all’incertezza sul futuro.
Michela Finizio, Il Sole 24 Ore
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Etf, affrontare il rischio “copiando”
Diversificare e ancora diversificare è la ricetta di Frédéric Hoogveld Head of Investment Specialists and Market Strategy di Amundi EM, indexing e Smart Beta per costruire un portafoglio efficiente in un contesto complesso come l’attuale. «Per proteggersi dall’inflazione che resterà ancora alta nei prossimi mesi, sia in Europa, sia negli Usa, anche se in modo diverso — dice Hoogveld — si possono scegliere le obbligazioni indicizzate all’inflazione, titoli che vengono emessi da diversi stati sovrani, come Usa, UK, Francia, Italia, il cui rendimento sale quando l’inflazione si alza e viceversa. Ci sono molteplici indici su questa tipologia di obbligazioni: dalle esposizioni Usa, a quelle globali o, ancora, in sterline o in euro. Gli emittenti, come Amundi, possono proporre Etf su questi indici. Uno dei vantaggi degli Etf è che consentono un’ampia diversificazione di portafoglio a costo contenuto».
Patrizia Pullafito, L’Economia del Corriere della Sera
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Il meteo dell’economia globale
Da Jamie Dimon di JpMorgan a Larry Fink di Blackrock una raffica di stime pessimistiche sugli effetti della guerra e delle manovre di Fed e Bce. Ma alla fine, almeno negli Usa, la perturbazione potrebbe essere solo passeggera A preoccupare Dimon sono due fattori. Il primo è il cosiddetto “quantitative tightening” – l’inasprimento quantitativo della Federal Reserve che, oltre ad aver cominciato ad alzare i tassi d’interesse, ha smesso di comprare obbligazioni sul mercato, interrompendo un flusso di denaro a poco prezzo nei mercati che durava ormai dal 2008. E il secondo sono gli effetti inflazionistici della guerra in Ucraina, soprattutto sui prezzi delle materie prime e dell’energia.
Francesco Guerrera, Affari&Finanza – La Repubblica
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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