SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DELL’11 APRILE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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L’inflazione spinge i Btp al 2,46%
I mercati finanziari a volte riescono a mostrare una sottile e beffarda ironia. Così sebbene ieri il petrolio Brent sia sceso sotto i 1oo dollari, allentando un po’ la morsa del caro-energia, l’incubo inflazione ha spedito ai massimi i tassi dei titoli di Stato. In tutto il mondo. I rendimenti dei Bund decennali sono ormai arrivati a 0,82%, livello che non vedevano da luglio 2015. Per capire l’entità del movimento: a inizio anno erano a -0,18%. I tassi dei Btp decennali sono saliti al 247%, massimo da marzo 2020. E anche oltreoceano la situazione non è diversa: i tassi dei titoli di Stato Usa decennali sono arrivati ieri a 2,77%, cioè il top dal dicembre del 2018. Questo, tradotto nel linguaggio del mercati, significa bufera: i titoli di Stato sono stati colpiti da una tale mole di vendite, che i prezzi sono crollati facendo salire i rendimenti.
Morya Longo, Il Sole 24 Ore
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Private equity alla sfida europea
In Italia gli investimenti in private equity e venture capital sono pari allo 0,21% del pil. La media europea è dello 0,51%, mentre Regno Unito e Francia, prime della classe del Vecchio Continente, svettano rispettivamente all’ 1,39% e 0,82%. Un divario che deve essere colmato al più presto, ma che dimostra anche come i margini di manovra per il mercato italiano dei capitali privati sia enorme. Soprattutto per crescere in due tra gli ambiti chiave del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr): transizione energetica e digitalizzazione.
Marco Capponi, MilanoFinanza
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Cina contagiata dal caro prezzi
Era solo questione di tempo. Da ieri la Cina è entrata nel Club dei Paesi che registrano un’inflazione galoppante. L’aumento dei prezzi alla produzione, in crescita progressiva da mesi, si è scaricato su quelli al consumo, rimasti finora a quota +0,9% a gennaio e febbraio, calcolati su base annuale. A marzo, ecco il balzo dell’1,5% – ancora molto basso se comparato al 7,9 degli Usa e al 5,4 del Regno Unito, ma per Pechino è comunque una svolta che non fa ben sperare visto che arriva in piena tempesta perfetta: da un lato le tensioni internazionali e la guerra in Ucraina, localmente i fondamentali dell’economia che non garantiscono quella stabilità necessaria, pianificata dai vertici, per consolidare la crescita.
Rita Fatiguso, Il Sole 24 Ore
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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