SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 8 MARZO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Una Bce flessibile per fronteggiare l’incognita guerra
Stabilità dei prezzi e stabilità finanziaria: sono questi i due obiettivi che guideranno oggi il dibattito e le decisioni del Consiglio direttivo della Bce. Dal giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, la Banca centrale europea ha riaffermato questo suo impegno, si è detta pronta a intraprendere «qualsiasi azione» necessaria per assicurare questa doppia stabilità nell’area dell’euro. Inflazione, dunque, ma non solo: la volatilità estrema che ha investito i mercati finanziari, la grande incertezza sugli impatti economici e sociali del conflitto, l’aggravarsi del rischio di frammentazione, le incognite e i nuovi colli di bottiglia dell’approvvigionamento energetico, tutto porterà oggi la Bce a enfatizzare con vigore l’arma della flessibilità, pronta a iniezioni di liquidità dove necessario. Il Consiglio direttivo vorrà vederci più chiaro, soppesando tutte le variabili del breve e brevissimo termine per poi allargare come sempre l’orizzonte al medio termine. Per le grandi decisioni, è probabile che prenderà tempo aggiuntivo. Le nuove proiezioni macroeconomiche degli esperti dell’Eurosistema sono attese oggi con ritocchi all’insù sull’inflazione, più alta rispetto all’1,8% del 2023 e 2024 delle ultime stime, questa volta fors’anche oltre 112%
Isabella Bufacchi, Il Sole 24 Ore
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La Russia ora rischia il fallimento
L’impatto delle sanzioni occidentali sull’economia spinge la Russia a un passo dal crac, riportandola indietro di 24 anni. Come nel 1998. Ma alle Borse europee è bastata la notizia dell’incontro tra i ministri degli esteri russo e ucraino, Sergey Lavrov e Dmytro Kuleba, in programma oggi in Turchia, per festeggiare con rialzi record, volendo credere a una soluzione più vicina della crisi in Ucraina, che invece l’accordo in seno Ue sull’inasprimento delle sanzioni contro Mosca pare allontanare. Dopo il bando all’import deciso martedì dagli Stati Uniti, ieri l’Eni, che già aveva congelato la sua joint-venture con il gruppo petrolifero Rosneft, ha sospeso la stipula di nuovi contratti relativi all’approvvigionamento di greggio e altri prodotti petroliferi dalla Russia. Finora le sanzioni avevano risparmiato le esportazioni di energia, da cui dipende soprattutto l’Europa. Ma i piani Ue, concordati al consiglio di Versailles, per eliminare gradualmente la dipendenza dalle importazioni russe di gas, petrolio e carbone rappresentano un nuovo affondo contro l’economia russa, già tagliata fuori dal commercio internazionale e dai mercati finanziari. E sempre più fragile. Fitch ha declassato per la seconda volta in 6 giorni il debito sovrano di Mosca, che passa da B a C, sei gradini in meno in un sol colpo, appena una tacca prima della bancarotta. E ha avvertito che «il default è imminente».
Giuliana Ferraino, Corriere della Sera
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Inflazione e politica monetaria non affonderanno i titoli tech
Nel 2021 per tutto l’anno, e in questo straordinario inizio del 2022, le valutazioni dei titoli growth hanno sofferto per paura che la Federal Reserve inasprisca i tassi di interesse per combattere l’inflazione, e gli esperti si attendono che queste tendenze continuino a lungo. Io contesto i pilastri di questa argomentazione. L’inflazione sta esplodendo al rialzo. La mia idea: non temete questa inflazione, perché diminuirà (anche se la guerra in Ucraina non aiuterà). Senza dubbio la Fed è dietro la curva nel gestire l’inflazione, tanto che l’offerta di moneta M2 è aumentata del 40% dal 2019 al 2021, causando aumenti della pressione sui prezzi. Ma le strozzature della catena di approvvigionamento di oggi, artificialmente create dalla risposta al Covid, si risolveranno. Le aziende stanno affrontando questo problema, riprogettando le loro catene di approvvigionamento e costruendo nuove fabbriche. Gli indici Ihs Markit Pmi nei mercati emergenti sono tutti migliorati notevolmente ultimamente, segnalando un incremento della capacità produttiva. La velocità di circolazione della moneta rimane bassa a causa della tecnologia che aumenta la produttività. Questa tendenza è secolare e continuerà a spingere i prezzi verso il basso.
Vittorio De Pedys, MilanoFinanza
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