SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 7 MARZO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Bce, focus sul piano anti-crisi
La Bce giovedì dovrebbe rinviare l’avvio della normalizzazione monetaria (ovvero la fine del Qe e il rialzo dei tassi) in programma prima dell’invasione russa in Ucraina. Gli economisti ritengono molto difficile una stretta da parte di Francoforte in tempi di guerra nonostante l’ inflazione nell’Eurozona sia salita al 5,8% a febbraio. II carovita però resta guidato soprattutto dai prezzi dell’energia (+32%), mentre non ci sono ancora segnali convincenti soprattutto dal mercato del lavoro. Inoltre la guerra, pur facendo salire l’ inflazione nel breve termine, potrebbe pesare sulla crescita e sui prezzi nel medio termine anche per effetto delle sanzioni. In un contesto molto incerto Francoforte manterrà ogni opzione a disposizione in vista dei dati economici delle prossime settimane. L’attenzione degli operatori si è rivolta verso possibili nuovi strumenti per contrastare gli effetti della crisi ucraina.
Francesco Ninfole, MilanoFinanza
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Finanza sostenibile, nuove regole Ue
l nemico da combattere è il greenwashing, l’ecologismo di facciata. Per una finanza sostenibile, di nome e di fatto. Con la strategia europea del 6 luglio scorso la Commissione Ue alza l’asticella e traccia la rotta per il contributo del mondo finanziario alla transizione.
L’obiettivo delle misure che dovranno essere definite e approvate nei prossimi mesi è chiaro: incoraggiare imprese e operatori ad adottare i principi Esg per una sostenibilità a 360 gradi che tenga conto degli aspetti ambientali, sociali e di governance e spingere l’acceleratore su prodotti finanziari sostenibili.
Chiara Bussi, Il Sole 24 Ore
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Debiti globali oltre i 300mila miliardi
Il debito globale, pubblico e privato, alla fine del 2021 ha superato per la prima volta nella storia i 3oomila miliardi di dollari. Il nuovo record assoluto (303 trilioni) è stato determinato dalla crescita di io trilioni avvenuta nel 2021, che fa seguito al balzo di 33 trilioni nel 2020, da attribuire in gran parte (8,5 trilioni) alla crescita dei debiti pubblici e privati dei mercati emergenti che ormai sfiorano i 100 trilioni di dollari. È questa la fotografia che emerge dall’ultimo Global Debt Monitor dell’Institute of International Finance, l’associazione globale dell’industria finanziaria cui aderiscono 450 istituzioni di 7o Paesi del mondo. L’incremento in valore assoluto dei debiti pubblici e privati è stato accompagnato nel 2021, ed è questa la novità positiva sottolineata dal rapporto, dalla riduzione della loro incidenza sul Pil globale: il global debt-to-gdp ratio è sceso infatti dal 360% del 2020 al 351% del 2021 grazie «alla ripresa dell’economia e alla più’ elevata inflazione». Pur rimanendo su livelli più elevati rispetto al periodo pre-pandemia, il rapporto tra debiti complessivi e Pil aveva imboccato nel 2021 la china discendente (si veda il grafico a fianco) che avrebbe dovuto proseguire – stando a tutte le previsioni degli organismi internazionali – anche nel 2022 grazie all’atteso proseguimento della ripresa economica.
Alessandro Graziani, Il Sole 24 Ore
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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