Puntare sui megatrend per battere l’incertezza
Cambiamento demografico, scarsità delle risorse e tecnologia: ecco le tre tendenze di lungo termine che daranno forma a economie e mercati secondo Martin Currie
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Ad agosto, per la prima volta nella storia, le immatricolazioni di veicoli elettrici hanno superato quelle dei veicoli diesel. Si stima inoltre che nel 2022 saranno disponibili 500 modelli di e-car sul mercato e che nel 2025 queste vetture arriveranno a costare meno di quelle tradizionali. La rivoluzione della mobilità elettrica, insomma, è in pieno svolgimento ed è destinata a cambiare non solo la vita delle persone, ma anche numerosi modelli di business, offrendo al contempo interessanti opportunità agli investitori.
Uno dei settori che sarà certamente impattato dalla svolta elettrica è quello assicurativo. La mobilità 2031 sarà infatti sempre più dominata da auto elettriche (con una previsione delle nuove immatricolazioni tra 10 anni stimata intorno al 40%) o ibride (42%), considerando che nei primi 5 mesi del 2021 c’è stata una crescita del 335,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La componente tecnologica, che già oggi ha un peso del 65% nella produzione di autovetture, sarà il fattore abilitante per lo sviluppo di nuovi modelli di spostamento in futuro, dalle smart cities interconnesse ai veicoli a guida autonoma, passando per l’air taxi, il treno Hyperloop e la micromobilità tascabile.
A sottolinearlo è lo studio “Move to the future: la mobilità del 2031” realizzato da EY e IIA (Italian Insurtech Association), dal quale emerge che l’utilizzo di tecnologie avanzate comporterà anche nuovi rischi, soprattutto in tema di cybersecurity. Secondo gli intervistati, il maggior pericolo è legato alle vulnerabilità delle interfacce di connessione dei nuovi veicoli (44%), seguito dalla possibilità di dirottamento o furto di veicoli a guida autonoma (30%) e dalla possibile violazione della privacy legata al tracciamento degli spostamenti (26%). Pertanto, sarà fondamentale prevedere eventuali attacchi già nelle prime fasi di implementazione e progettazione dei veicoli, adottando un approccio “security by design”.
I nuovi trend della mobilità influenzeranno fortemente anche l’offerta delle compagnie, che stanno già sviluppando nuove tipologie di polizze, legate all’analisi comportamentale e dei dati di guida (behavioural/data driven insurance per il 74% del campione) o calcolate in base ai km percorsi (pay per mile/pay as you drive per 59%). In prospettiva, saranno sempre più diffusi i prodotti assicurativi dedicati alla mobilità multimodale (59%), cioè legati alla persona indistintamente dal mezzo di trasporto utilizzato e allargata a più mezzi – bike, monopattino elettrico, scooter, macchina – sia privati sia in sharing – e soluzioni integrate all’interno di bundle di acquisto (invisible/embedded insurance 48%).
L’evoluzione tecnologica, attraverso l’utilizzo dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (Adas – Advanced Driver Assistance Systems; come il cruise control adattivo, sistemi di mantenimento di carreggiata, frenata automatica di emergenza, etc.) ha un impatto anche sul pricing. Il 50% dei player intervistati conferma che all’interno della propria offerta sono già presenti prodotti assicurativi il cui premio varia sulla base del numero e della tipologia dei sistemi Adas presenti a bordo del veicolo, mentre il 40% ne sta valutando l’attivazione. Per la maggioranza del campione (56%) la progressiva digitalizzazione e innovazione tecnologica dei veicoli condurrà a una riduzione della frequenza dei sinistri e conseguentemente a una riduzione del Loss Ratio (rapporto tra sinistri avvenuti e premi incassati nello stesso esercizio). Solo una minoranza (33%) ritiene che non ci saranno variazioni significative rispetto ai valori attuali, in quanto i benefici attesi in termini di frequenza dei sinistri saranno compensati da un aumento del costo medio dei sinistri, mentre una quota residuale (11%) sostiene, al contrario, che sarà l’aumento del costo medio dei sinistri a prevalere, con un conseguente incremento del Loss Ratio rispetto ai valori attuali.
L’evoluzione delle abitudini di trasporto influenzerà inoltre le modalità distributive delle compagnie assicurative: l’83% ritiene necessario sviluppare nuovi accordi strutturali con il mondo automotive per rendere le polizze sempre più integrate in fase di acquisto del veicolo. La mobilità dei prossimi anni si prospetta sempre più caratterizzata dalla collaborazione tra player operanti in diverse industry, al di là del settore assicurativo, in ottica open innovation. Infatti, l’81,5% ha già avviato collaborazioni con tech company, il 70,4% con Insurtech, il 59,3% con compagnie automotive e il 51,9% con compagnie assicurative.
Quanto agli investitori, il passaggio alla mobilità elettrica offre prospettive “assolutamente promettenti”, secondo Aanand Venkatramanan, head of Etf Investment Strategies di Legal & General Investment Management (LGIM), stando al quale ci sono però alcuni aspetti a cui prestare particolare attenzione.
“Secondo i dati riportati da Jato, una società che fa analisi sul settore dell’automotive, lo scorso agosto le immatricolazioni delle auto elettriche in Europa hanno superato quelle delle auto diesel per la prima volta nella storia – spiega l’esperto -. Nella categoria sono incluse le auto puramente elettriche, le plug-in hybrid, le full hybrid e le mild hybrid. Inoltre, è stato stimato da Bloomberg New Energy Finance (BNEF) che i veicoli elettrici (EV) nel 2025 arriveranno a costare meno di quelli a combustione interna; mentre nel 2037 li supereranno anche nelle vendite”.
Questo trend rappresenta un supporto importante nell’abbattimento delle emissioni da combustibili fossili. “In un recente report di Bnef, si osserva che queste ultime hanno raggiunto il picco massimo nel 2019 e non dovrebbero tornare a salire oltre quei livelli. Inoltre, è stato stimato che nel 2022 saranno disponibili sul mercato globale 500 modelli diversi di e-car, grazie al fatto che la densità energetica media delle batterie crescerà di un tasso compreso tra il 4% e il 5% l’anno e considerando anche che nuove batterie verranno lanciate sul mercato”, prosegue Venkatramanan.
Una buona notizia per il mercato delle batterie, da cui è possibile trarre vantaggi per gli investitori, a patto di selezionare anche quelle imprese che producono batterie competitive sul mercato e di non limitarsi solamente a coloro che le utilizzano o ai fornitori di servizi secondari. “La value chain delle auto elettriche è composta da numerosi segmenti, che vanno dalla produzione di batterie a quella delle stazioni di ricarica, ai sistemi di guida e alle componenti hardware”, fa notare infatti l’esperto Lgim, che sottolinea come alcuni di questi segmenti siano meno disruptive di quanto non lo sia la tecnologia delle batterie.
Per esempio, a suo parere, alcune aziende attive nel settore automotive dovranno semplicemente modificare i loro prodotti in modo da riadattarli agli ev senza impiegare nuove tecnologie. Ad esempio, i sistemi di infotainment possono essere utilizzati sia nei veicoli elettrici sia in quelli con motore a combustione interna. “Pertanto – conclude Venkatramanan -, a nostro avviso è essenziale che gli investitori riescano a distinguere i player più importanti da quelli secondari all’interno del comparto”.
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