[ARTICOLO SPONSORIZZATO] Come coniugare sostenibilità e rendimenti finanziari
22 novembre 2019
di NN Investment Partners
CONTENUTO IN COLLABORAZIONE CON NN INVESTEMENT PARTNERS
2 min
L’articolo è a cura di Adrie Heinsbroek – Principal for Responsible Investing di NN IP.
Adrie Heinsbroek, Principal for Responsible Investing di NN IP
Gli investimenti responsabili (IR) e l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) stanno acquisendo una chiara e crescente importanza per gli investitori professionali. Storicamente, però, gli Investitori responsabili si sono focalizzati maggiormente sugli investimenti azionari, soprattutto per l’influenza che un grande investitore – in qualità di shareholder – può esercitare attraverso il voto.
Nel sondaggio “Investor Sentiment Responsible Investing” che in NN IP abbiamo realizzato su un gruppo di 290 investitori professionali europei (Italia inclusa), abbiamo esplorato i trend dominanti in tema di allocazione e abbiamo scoperto che permangono alcuni falsi miti da sfatare.
Molti, infatti, sono ancora convinti che investire integrando criteri ESG implica rinunciare a rendimenti potenziali. Più della metà (52%) del campione ritiene che un approccio che incorpora fattori ESG nelle decisioni di investimento costerà loro dei rendimenti. Gli investitori italiani (75%), insieme ai tedeschi (80%) e olandesi (71%) sembrano essere i più pessimisti sul potenziale di rendimento delle strategie RI, mentre gli investitori francesi (26%) e belgi (27%) sono molto meno negativi riguardo agli investimenti responsabili.
Tuttavia, le ricerche accademiche mostrano che l’integrazione dei criteri ESG non porta a rendimenti più bassi, al contrario esiste una relazione positiva tra i punteggi ESG delle società e i risultati finanziari nella maggior parte dei casi. NN IP è da sempre fermamente convinta che l’integrazione degli aspetti ESG nel processo di investimento migliori il profilo di rischio/rendimento dei portafogli d’investimento. Ciò è dimostrato anche da evidenze frutto delle partnership che NN IP ha avviato con la Yale University e con l’Università di Maastricht (ECCE), volte a esplorare se e come l’integrazione degli aspetti ESG nel processo di investimento possa migliorare il rapporto rischio/rendimento dei portafogli.
Lo studio di NN IP mostra inoltre come gli investitori professionali gravitino principalmente intorno alla «E» (Environmental, ovvero attenzione all’ambiente) dei fattori ESG. L’87% del campione afferma che la transizione energetica dai combustibili fossili tradizionali alle rinnovabili ha un notevole potenziale per stimolare il ritorno degli investimenti, seguito dai cambiamenti climatici (81%) e dall’inquinamento (78%). Ma nei fatti anche gli altri le componenti «S» e «G», ovvero sociale e governance, offrono molte opportunità, oltre a garantire una maggiore diversificazione del portafoglio. Per fare degli esempi, le opportunità di investimento legate agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu, comprendono ospedali e case di cura, scuole e università, e impianti di trattamento delle acque e dei rifiuti.
Secondo Adrie Heinsbroek, Principal for Responsible Investing di NN IP “gli investitori professionali riconoscono un ruolo centrale agli investimenti responsabili tuttavia registriamo ancora il persistere di falsi miti e percezioni errate che intendiamo sfatare. Non è vero, ad esempio, che un investimento responsabile riduce i rendimenti. Al contrario, anche gli investitori obbligazionari possono esercitare un’influenza positiva sulle aziende, sempre più ricettive alle loro richieste. Né la “E” in ESG dovrebbe essere l’unico punto di riferimento per gli investitori quando esistono così tante possibilità in relazione a temi sociali e di governance. Le opportunità sostenibili sono così abbondanti a livello globale e in crescita che gli investimenti responsabili diventeranno la nuova normalità”.
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