Gli esperti puntano sulle opportunità offerte dal biotech
L'espansione demografica guida il settore. L'attenzione si focalizza sulle tecnologie applicate alla genetica e sulla digital health, dove si registrano anche forti potenzialità sull'M&A
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Puntare sul biotech per cavalcare i Megatrend e approfittare di una fase laterale che rende appetibili molti titoli del settore, oltre che della possibilità di upside di possibili operazioni di M&A. Secondo Carlo De Luca, responsabile Asset Management di Gamma Capital Markets, la biotecnologia è uno dei settori più interessanti non solo del presente ma degli ultimi decenni. “Con un tasso di crescita di circa il 10% annuo, il biotech attira sempre più capitali dagli investitori interessati all’area della salute e della farmacia, legate per lo più alla ricerca dell’allungamento della speranza di vita, alle terapie sperimentali sulla cura del cancro e malattie genetiche e rare”, sottolinea De Luca.
L’esperto ricorda che l’indice iShares Nasdaq Biotechnology Index Intraday Indicative Value (IBBIV Index) ha vissuto una fase laterale nel periodo che va dal 2000 al 2011 ma poi è esploso. “Successivamente, e fino al 2015, l’indice è cresciuto vertiginosamente di circa il 500% fino ad attestarsi al livello di circa 132. Dal 2015, con una elevatissima volatilità, l’indice è rimasto sui prezzi, in una fase laterale che va dal massimo del 2015 ai minimi del 2016, range di circa il 40%”, spiega.
In questo momento il settore ha visto il consolidamento delle società che rappresentano circa il 70% dell’indotto, tra cui Amgen, Biogen, Gilead Sciences, Thermo Fisher Scientific, Danaher Corporation, AbbVie e Celgene Corporation, acquisita lo scorso novembre dalla newyorkese Bristol-Myers Squibb. Ma escludendo le cosiddette Giant Cap, “a contendersi una buona fetta di mercato sono le large, medium e small cap, le quali potrebbero essere oggetto di acquisizione nei prossimi anni da parte delle big companies”, commenta De Luca.
“Tra i nostri titoli preferiti -prosegue – possiamo elencare Amgen, Thermo Fisher Scientific e Danaher Corporation. Nelle small cap The Medicines Company, oggetto di acquisizione per il prossimo anno da parte della svizzera Novartis AG, la quale, dopo aver fissato un prezzo obiettivo a 85 dollari per azione, ha visto schizzare il prezzo del 22%, realizzando un rendimento LTM intorno al 376%. Se si vuole puntare ad investire in società con upside maggiore (quindi anche con rischi maggiori), bisogna andare sulle small medium cap, Bio techne, Seattle Genetics, Cerner, che potrebbero essere oggetto di acquisizione”.
De Luca ammonisce che, sebbene il trend generale sembri offrire ottimi speranze, investire nel settore biotecnologico può sembrare complicato, data la volatilità dei rendimenti che segna la performance complessiva. La forte ciclicità è molto spesso legata alle decisioni normative della Food and Drug Administration che, bloccando o approvando farmaci, potrebbe generare ingenti perdite, soprattutto per le small cap. Per questo motivo è bene contenere l’esposizione e diversificare. “Teniamo in portafoglio una piccola fetta di biotech ben diversificato, questo insieme alla Robotica e all’intelligenza artificiale sono i temi che cavalchiamo dei Megatrend, non dimenticandosi però del megatrend demografico”, aggiunge De Luca.
Secondo Jared Holz, analista di Jefferies, a trainare il settore sono i risultati strabilianti della ricerca, che ha portato alla produzione di un numero sempre maggiore di farmaci innovativi per le patologie più disparate e per malattie gravi un tempo incurabili, ma anche un atteggiamento diverso da parte dell’FDA, che ha accelerato le procedure di approvazione dei farmaci, assecondando la maggiore velocità con cui oggi procede la ricerca.
Nel mondo del risparmio gestito puntano sul biotech anche i gestori di Ethenea, che in questa fase dei mercati si attendono sviluppi decisamente positivi sui mercati azionari e un ampliamento strutturale delle valutazioni nei mesi a venire. “Non c’è dubbio che nel lungo periodo le azioni siano l’asset class più redditizia”, sostengono Harald Berres e Christian Schmitt, portfolio manager di Ethenea.
Il miglioramento del sentiment legato a segnali positivi e a prospettive di accordi si Brexit e guerra commerciale, assieme a fattori stagionali, dovrebbero offrire secondo Berres e Schmitt un supporto maggiore alle piazze azionarie. “In un tal contesto, nel nostro fondo Ethna-DYNAMISCH abbiamo assunto un posizionamento relativamente aggressivo al fine di partecipare a ulteriori rialzi delle quotazioni azionarie”, sottolineano i gestori di Ethenea. In portafoglio, accanto a titoli del food e del fitness, i fund manager hanno puntato su BB Biotech, una società d’investimento svizzera che investe in azioni biotecnologiche. “Analogamente a quanto avvenuto negli anni ’90, dopo la crisi finanziaria il settore delle biotecnologie ha messo a segno una forte espansione, ma da metà 2015 attraversa una fase di consolidamento che rende appetibili molti titoli”, commentano.
