SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 31 GENNAIO 2024
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Inflazione giù, Bce verso il taglio
L’inflazione è scesa oltre le previsioni a gennaio in Germania e in Francia, aumentando l’attesa per un taglio dei tassi della Bce ad aprile invece che a giugno. Persino Joachim Nagel, presidente della Bundesbank, ha detto che “la bestia avida dell’inflazione è stata domata” dopo aver invitato per mesi a fare attenzione a un possibile rialzo del carovita. La Bce potrebbe così aver deciso nei mesi scorsi una politica monetaria più restrittiva del necessario. Francoforte prevede un’inflazione all’obiettivo del 2% da metà 2025, ma molti economisti ritengono che si arriverà al target prima (secondo alcuni, già a metà 2024). Adesso i rischi maggiori sembrano quelli sulla crescita europea, in stagnazione da più di un anno, con la Germania in difficoltà più degli altri Paesi.
Francesco Ninfole, MF
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Unicredit a caccia di prede con una dote da 12 miliardi
Chi conosce Andrea Orcel racconta che quel che ha imparato meglio, in trent’anni ai vertici delle banche d’affari globali, è reggere la pressione. Ma la pressione creata da circa 12 miliardi di capitale in eccesso, generati da Unicredit e che consiglieri e azionisti vorrebbero investiti anche in acquisizioni, è tanta roba. Per questo lo slittamento del cda sui conti 2023, da oggi a domenica, fa correre le voci e trasmette la pressione alle eventuali “prede” Con 12 miliardi ci compri banche a iosa: da revival come Banco Bpm o Mps, ad alternative come Popolare di Sondrio o magari Azimut volendo ripiegare sulle gestioni. Sempre che l’occhio di Orcel non torni all’Est Europa dopo il recente antipasto con Alpha in Romania e Grecia. Unicredit fa sapere che il cambio di data del cda è solo un fatto di agende; e dietro le quinte non paiono esserci annunci imminenti, benché nelle ultime settimane lo studio dei dossier si va intensificando.
Andrea Greco, Repubblica
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Boom dei fondi infrastrutturali: masse gestite oltre 1.200 miliardi
È scattata la corsa globale ai fondi che investono nelle infrastrutture, settore considerato tra i più promettenti nei prossimi decenni. Dopo aver superato nel 2023 1,2 trilioni di dollari, la raccolta dei fondi infrastrutturali è cresciuta ulteriormente nelle ultime settimane con il lancio di nuovi fondi da parte dei big del settore: è di pochi giorni fa l’annuncio che il fondo di private equity australiano Macquarie, leader mondiale nel settore per masse gestite, ha raccolto 8 miliardi di euro per un nuovo fondo infrastrutturale europeo, mentre solo poche settimane prima il rivale canadese Brookfield Asset Management, al secondo posto nella graduatoria globale di settore, aveva raccolto 30 miliardi di dollari. Il più grande, tra i cinque già lanciati.
Alessandro Graziani, Sole 24 Ore
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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