SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 2 DICEMBRE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
A Wall Street sono tutti alla finestra
Nel guardare l’indice S&P5oo oscillare da tre settimane attorno ai 4mila punti, si direbbe che Wall Street sia in una di quelle fasi che gli operatori chiamano di riflessione. Su cosa gli investitori stiano riflettendo non è chiaro: forse sul «pivot», la presunta svolta nella politica monetaria della Fed; forse sull’avvento di un’ipotetica recessione nei prossimi mesi; forse sul lento e continuo declino degli utili aziendali, come suggeriscono le stime degli analisti per il 2023, di settimana in settimana sempre leggermente limate. Parrebbe la condizione tipica di chi attende una risposta chiara dall’economia o dalla Fed, così da indirizzare la borsa verso una strada certa: in crescita o in forte calo. In realtà è la confusione a dominare. I più incalliti pessimisti, come gli uomini di Bank of America e Morgan Stanley, quelli che additavano l’indice in caduta verso i 3mila punti, da qualche settimana invitano a comprare azioni perché il rialzo maturato dopo il 10 novembre avrebbe ancora un po’ di strada da fare.
Riolfi Walter, L’Economia del Corriere della Sera
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L’anno di magra del mercato Growth
A voler sintetizzare al massimo il 2022 dell’Euronext Growth Milan (Egm), si può dire che verrà ricordato come l’anno della selezione. Infatti, a meno di sorprese nelle ultime settimane, il listino di Piazza Affari dedicato alle small cap da inizio anno ha registrato una forte concentrazione degli investitori su alcune storie aziendali ma l’arrivo di un numero più limitato di aziende, considerate le difficoltà del contesto macro. Così, a fronte di una performance media del listino nel 2022 (meno 16%), ci sono titoli che hanno fatto bene.
Luigi Dell’Olio, Repubblica Affari&Finanza
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Criptoattività in regola col fisco
Plusvalenze tassate come per i prodotti finanziari, introduzione di un’imposta di bollo, rivalutazione con pagamento del 14% e sanatoria sugli asset detenuti illecitamente all’estero. Per effetto del nuovo testo normativo viene superato il precedente orientamento dell’Agenzia delle entrate che assimilava la criptovaluta alla valuta estera applicando la tassazione del 26% in presenza di prelievi da una giacenza superiore ad euro 51.645,69 per più di 7 giorni lavorativi continui. L’articolo 31 prevede che le plusvalenze e gli altri proventi derivanti da cripto-attività diventino tassabili con un aliquota del 26% e a prescindere da quante cripto-attività si possiedono; viene, infatti, introdotta una franchigia non legata alla quantità di cripto-attività possedute ma all’ammontare di plusvalenze e proventi realizzati che vengono tassati solo se risultano complessivamente superiori a 2.000 euro nel periodo d’imposta.
Fabrizio Vedana, Italia Oggi
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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