SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 29 GIUGNO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Borse europee in frenata con inflazione, Fed e dati macro
Di tre cose hanno paura i mercati finanziari: dell’inflazione, di una risposta troppo aggressiva delle banche centrali per combatterla e della recessione che questa risposta potrebbe causare. Ieri sono arrivate potenziali conferme a tutte e tre le preoccupazioni: inflazione in forte rialzo in Spagna e Belgio (ma in calo in Germania), indicatori preoccupanti sulla tenuta dei consumi negli Stati Uniti e dichiarazioni molto nette da parte dei banchieri centrali. Così, pur sballotatte e talvolta concentrate sul bicchiere mezzo pieno, le Borse europee hanno chiuso in calo: Milano -1,21%, Parigi -0,90%, Francoforte -1,73%. Altalenanti tra il segno più e il segno meno dopo i crolli di martedì le Borse americane, che comunque si apprestano a chiudere 11 peggior primo semestre dal 1970…
Morya Longo, Sole 24 Ore
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Un bazooka per bloccare il rischio Italia c’è già e usarlo non costa nulla
È bastato che la Bce accennasse timidamente e con ritardo a fare quello che il suo statuto le impone, e cioè alzare i tassi quando l’inflazione aumenta, perché si spargesse il terrore sul mercato dei titoli di Stato italiani. Lo spread con quelli tedeschi è volato sopra i 250 punti base, per poi ridiscendere sotto zoo nell’attesa messianica, e probabilmente ottimistica, che a luglio Francoforte vari un nuovo “scudo” per proteggere l’Italia dagli attacchi del mercato. L’attesa alimenta le aspettative e la speculazione e mette la Bce sotto pressione da parte della politica e del mercato stesso, che ha investito in titoli e beneficiato di ampie plusvalenze. Essa però è ottimistica perché se la Bce non ha ancora annunciato questo strunento verosimilmente è perché ne ha discusso internamente senza trovare accordo. Un simile strumento, se disegnato in maniera efficace, rischia di oltrepassare i limiti del mandato e il divieto del Trattato Ue di finanziare gli Stati. Con tutti i problemi politici e legali che questo comporta. Ciò che conta è che gli investitori in titoli – che, piaccia o no, decidono le sorti finanziarie di un Paese indebitato come il nostro – sono incerti fra due esiti opposti: uno “buono”, in cui le tensioni si placano, e uno “cattivo” in cui tornano gli scenari da incubo del 2011 con rischi di insolvenza e recessione. La fragilità e volatilità degli ultimi giorni ne sono la prova. Questa incertezza va bloccata subito, impedendo preventivamente ogni possibilità che si aggravi. Una via sarebbe utilizzare lo strumento che già esiste: le Omt (Outright monetary transactions) varate dalla Bce di Mario Draghi nel 2012. Il problema è che il requisito annesso di concordare un prestito del Mes, o Fondo salva Stati, non è politicamente plausibile, perché percepito, a ragione o a torto, come una perdita di sovranità nazionale. La via per uscire dall’impasse esiste: è lo strumento “precauzionale” del Mes stesso. Si tratta di un accordo mai usato finora, destinato a Paesi che godono di condizioni finanziarie equilibrate («fundamentally sound»), ma vogliono mettersi al riparo da turbolenze future. Le condizioni per attivare lo strumenti (accesso al mercato, politiche sostenibili, e alcune altre) sono tutte soddisfatte dall’Italia. Si tratterebbe di chiedere al Mes di certificarle…
Ignazio Angeloni – Daniele Gros, Sole 24 Ore
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Perché l’integrazione di Ivass in Bankitalia può essere importante
L’annuncio, da parte del direttore generale della Banca d’Italia – presidente dell’Ivass Luigi Federico Signorini, di una proposta di legge, progettata dall’istituto di Palazzo Koch per trasformare l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni in ente strumentale della banca, già fa discutere. Lo scopo dichiarato, come ieri ha riportato questo giornale, sarebbe quello di una maggiore razionalizzazione dell’operatività dell’Ivass, già coordinata con quella della Banca d’Italia (a cominciare dalla presidenza e dal direttorio integrato), nonché di una piena condivisione delle funzioni di supporto e di una graduale integrazione del personale. L’obiettivo dichiarato è quello di conseguire una maggiore efficienza e sviluppare «una cultura di supervisione condivisa traendo il meglio dall’ esperienza di entrambe le istituzioni» anche guardando ai modelli realizzati in Europa…
Angelo De Mattia, Milano Finanza
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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