SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 29 AGOSTO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Le due facce della Fed
II presidente della banca centrale Usa, solo la settimana scorsa, ha confermato il pugno duro contro l’inflazione, soprattutto attraverso la leva del costo del denaro. Un atteggiamento che, da un lato, dovrebbe portare alla crescita di 75 punti base i tassi nella prossima riunione della Federal reserve. E che, dall’altro, spinge il mercato ad ipotizzare i Fed Funds anche al 3,75%a fine anno. Sennonché tra le armi per raffreddare il surriscaldamento dell’economia c’è anche il Quantitative Tightening. Cioè: il ritiro della liquidità, immessa nel sistema, da parte della stessa banca centrale. Strategie di distrazione: tanto che, azzardano alcuni esperti, la forte enfasi che Powell dà al mondo dei tassi potrebbe interpretarsi proprio con i problemi legati al QT. Quando il ritiro della liquidità non viene (o non può essere) concretizzato secondo la tabella di marcia, l’attenzione viene focalizzata sul costo del denaro.
Vittorio Carlini, Il Sole 24 Ore
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Bond dell’eurozona in affanno
Clima pesante sui mercati. La cappa che a tratti soffoca gli operatori ha un’origine chiara, la strenua determinazione delle Banche centrali di combattere a tutti i costi l’inflazione nonostante i venti di recessione, ed effetti altrettanto prevedibili: nervosismo sulle Borse e oscillazioni ancora maggiori sui mercati obbligazionari e valutari. Ieri, per la seconda volta in poco tempo, il Financial Times è tornato a dar conto di posizioni “corte” (scommesse che puntano al ribasso) su asset europei riportando i dati della “Commodity Futures Trading Commission”, secondo cui nella settimana al 23 agosto gli speculatori hanno accumulato posizioni corte nette per 44.100 contratti, dai 42.800 della settimana prima. Nella prima settimana di marzo 2020 furono 86.700. Insomma, lontano dai massimi ma pur sempre su valori sostenuti.
Vittoria Puledda, Repubblica
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Banche, clima, bond: il portafoglio di fine ’22
La crescita dei paesi appartenenti all’Ocse registra un lieve aumento nel corso del secondo trimestre. Il prodotto interno lordo dell’area che include le economie industrializzate (38 paesi in totale) segna nel periodo aprile-giugno un balzo dello 0,3%, in linea con l’aumento del primo trimestre, mentre risulta in calo con quanto registrato nel quarto trimestre del 2021, quando l’economia dell’area Ocse marciava a un tasso di crescita dell’1,3%. A fronte di un complessivo 0,3% i dati Ocse evidenziano significative differenze tra i principali Paesi appartenenti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Orse). Secondo i dati provvisori diffusi dall’Ocse, nell’area dei Paesi G7 la ricchezza è aumentata dello 0,2%, dopo avere segnato crescita zero nel primo trimestre. A registrare una delle performance migliori, sebbene in un contesto di difficoltà dovute agli effetti della guerra e dei forti rincari dei beni energetici, è l’Italia con un accelerazione dell’1% del Pil nel secondo trimestre, a fronte del +0.1% del trimestre precedente.
An.Duc., Corriere della Sera
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