SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 28 APRILE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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BTp, il rendimento corre al top dal 2019
I rendimenti delle obbligazioni tornano a salire. E questo vuol dire che gli investitori le stanno vendendo perché ipotizzano un ulteriore aumento dell’inflazione. È stato proprio l’aggiornamento del costo della vita in Germania ad aprile (salito dal 7,3% a1 7,4% su base annua, superiore alle attese del 7,2%) ad indicare che quel picco tanto atteso non è ancora arrivato. Di conseguenza il rendimento del Bund a 10 anni si è issato dallo 0,8% allo 0,9%. Le vendite non hanno risparmiato neppure la periferia con il pari BTp che ha visto salire il tasso dal 2,57% fino a un massimo del 2,75%, livelli visti in precedenza nel 2019…
Vito Lops, Sole 24 Ore
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Il mea culpa di Francoforte: «Inflazione, previsioni sbagliate»
Prevedere l’inflazione in «circostanze eccezionali», nel pieno di una pandemia e poi di una guerra, tra colli di bottiglia, strozzature sul lato dell’offerta, lockdown e riaperture sul lato della domanda, aumenti record anomalie volatilità senza precedenti dei prezzi delle materie prime energetiche, è «difficoltoso»: il margine di errore cresce, l’accuratezza cala. E questo è quanto è accaduto, a partire dal primo trimestre 2021, nelle proiezioni sull’inflazione complessiva misurata sullo IACP (indice armonizzato dei prezzi al consumo) nell’area dell’euro, formulate dagli esperti dell’Eurosistema e della Bce. L’inaccuratezza delle stime per difetto è emersa agli inizi del 2021 ed è via via lievitata, divenendo più evidente dal terzo trimestre fino a toccare un picco all’inizio di quest’anno: «la sottostima dell’inflazione nell’area dell’euro per il primo trimestre 2022, nelle proiezioni formulate dagli esperti di Eurosistema e Bce, ha rappresentato l’errore a un trimestre più rilevante mai registrato sin dalle prime proiezioni formulate dagli esperti nel 1998, con uno scarto di 2 punti percentuali tra il dato rilevato e la proiezione di dicembre 2021»…
Isabella Bufacchi, Sole 24 Ore
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Nella gestione del denaro gap di genere troppo elevato
Le donne sono più restie a investire e molto più prudenti: circa il 50% non prenderebbe alcun rischio contro il 35% degli uomini. Rispetto agli uomini cercano meno frequentemente consigli finanziari attraverso i canali professionali, rivolgendosi in misura maggiore ad amici e parenti. Gli italiani non percepiscono però uno stereotipo negativo sulla competenza delle donne in merito al denaro, ritenendo entrambi i sessi ugualmente capaci di gestire il loro denaro. Sono alcune delle evidenze emerse dalla ricerca della durata di più di un anno «Donne e Denaro: una sfida per l’inclusione», avviata da Banca Widiba, in collaborazione con il dipartimento di psicologia dell’università Cattolica del Sacro Cuore. Punto di partenza dell’indagine multi-metodo è stata un’analisi della letteratura, a cui è seguita una ricerca qualitativa, con focus group che hanno coinvolto le donne e i consulenti finanziari, e una quantitativa su oltre 2.000 persone, a cui hanno fatto seguito più studi sperimentali…
Ester Corvi, MF
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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