SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 26 LUGLIO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
I pericoli per la crescita che la Fed non vede
Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ci dice che il rischio recessione c’è, ed è in aumento. Ma questa previsione non si vede affatto in quello che oggi ci si aspetta farà la Fed, la banca centrale americana, confermando il suo atteggiamento aggressivo: le attese sono di un aumento del tasso di interesse di settantacinque – per alcuni di cento – punti base. Ma perché il rischio recessione c’è, ma non si vede? Nulla di nuovo sotto il sole: la Federal Reserve guarda i dati non con gli occhi dell’economia, ma con quelli della politica e dei mercati finanziari. Con simili occhiali, il rischio recessione è sfocato, con la conseguenza paradossale di farlo aumentare. Così come è già successo con il rischio inflazione. Il Fondo Monetario ha aggiornato le sue stime sull’andamento macroeconomico. Tutte le previsioni sono in peggioramento, a partire dal rischio recessione.
Donato Masciandaro, Il Sole 24 Ore
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Gas, accordo Ue: il prezzo schizza ai massimi storici
Alla fine l’accordo sull’emergenza-gas è stato siglato. Ma rischia di essere un palliativo. O semplicemente una presa d’atto, quando la situazione sarà già drammaticamente conclamata. Tutto quel che riguarda la prevenzione è semplicemente assente nel regolamento europeo. E il tutto avviene mentre il prezzo del gas aggiorna i massimi dall’inizio della guerra in Ucraina e di sempre, sfondando il tetto dei 200 euro per megawattora, e chiudendo addirittura a quota 214 con un balzo del 21%. Tra esenzioni e deroghe, insomma, l’annunciato risparmio del 15 per cento nei consumi di metano è già diventato un sogno. Il pacchetto della Commissione è stato letteralmente stravolto dal Consiglio dei ministri Ue dell’Energia che si è riunito ieri a Bruxelles in via straordinaria.
Claudio Tito, Repubblica
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Il mercato fiuta la frenata: il Bund torna sotto l’1%
I mercati temono l’inflazione (e le azioni messe in atto dalle Banche centrali per combatterla), ma fiutano ormai la recessione. La conferma arriva dal comportamento delle Borse e soprattutto dei titoli di Stato in una giornata come quella di ieri, in cui l’allarme del Fondo monetario internazionale sulla frenata globale ormai quasi inevitabile ha finito per relegare pressoché in secondo piano l’attesa perla Federal Reserve e per il nuovo aumento dei tassi Usa, di 75 o addirittura 1oo punti base, che deciderà questa sera. Piazza Affari ha chiuso in calo, delimitata dal resto d’Europa e pure da Wall Street, dove a indurre alla cautela sono anche le trimestrali societarie poco brillanti. Ma è soprattutto la discesa del rendimento del Bund decennale sotto la soglia dell’1% (0,93%, minimi da due mesi) a incarnare in tutto e per tutto quello che gli operatori di mercato chiamano in gergo recession trade.
Maximilian Cellino, Il Sole 24 Ore
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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