SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 25 OTTOBRE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Mps, l’apripista è Cariplo: dalle Fondazioni 100 milioni
Adesione diretta all’aumento di capitale tramite sottoscrizione dei diritti di opzione inoptati. Oppure partecipazione al consorzio di garanzia formato dalle banche d’affari. Passa da queste vie il contributo delle Fondazioni bancarie all’aumento Mps da 2,5 miliardi. Apripista ieri Cariplo, con io milioni; altrettanti sono in arrivo da Compagnia San Paolo. A quanto risulta, il Mef, azionista di maggioranza di Mps con il 64% del capitale, ha infatti contattato le prime 17 fondazioni bancarie italiane, classificate come grandi secondo la definizione Acri in quanto dotate di un patrimonio superiore ai 450 milioni di euro: a tutte loro il Mef ha chiesto un contributo in rapporto alla propria dotazione patrimoniale, così da puntellare l’operazione di rafforzamento della banca senese per un ammontare complessivo che si aggirerebbe attorno agli 80/100 milioni.
Luca Davi, Il Sole 24 Ore
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Prezzi del gas, l’Ue è ancora divisa. Un mese per negoziare
I Ventisette avranno bisogno dell’intero mese di novembre per trovare una intesa su nuove misure per contrastare il forte aumento dei prezzi energetici, sulla scia della guerra in Ucraina. La riunione dei ministri dell’Energia ieri in Lussemburgo è stata utile per saggiare le varie opinioni nazionali. Nel frattempo, i ministri si sono accordati su una posizione negoziale nelle trattative con il Parlamento europeo a proposito di una nuova direttiva dedicata all’efficienza energetica degli edifici. Bruxelles ha presentato a metà ottobre una serie di misure: un meccanismo di correzione del prezzo del gas sul mercato, da usare nelle situazioni di emergenza; un sistema di acquisti in comune di idrocarburi; un nuovo indice che fissi il prezzo del gas, tale da completare quello attuale; e infine un limite al prezzo del gas usato per produrre elettricità.
Romano Beda, Il Sole 24 Ore
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Cina, lo yuan cade. Fuga di capitali da 2,5 mld $
Lo yuan offshore (la valuta scambiata fuori dalla Cina) si è deprezzato oltre il valore di 7,3 per dollaro, scendendo ai livelli più bassi da quando i dati sono diventati disponibili nel 2011. Lo yuan si è anche indebolito all’indomani del Congresso del Partito Comunista, che ha visto il presidente Xi Jinping consolidare il suo potere, una conferma di quello che gli analisti interpretano come la continuazione della politica covid zero che sta pesando sull’economia e sui mercati in seguito ai continui lockdown in corso su diverse megalopoli. Lunedì l’Hang Seng ha perso oltre il 6%, la peggior seduta dal 2008, Shanghai il 2%, ieri le borse cinesi hanno chiuso in debolezza mancando il rimbalzo.
Elena Dal Maso, MilanoFinanza
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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