SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 24 NOVEMBRE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Energia, previdenza e flat: i numeri della manovra
Mentre il Dpb arriva in Parlamento e alla Ue, dalla legge di bilancio continuano a emergere novità. Sotto esame rinnovabili, sanatorie fiscali e assegnazione dei beni. I miliardi in gioco 4,8 Il cuneo fiscale Nelle tabelle del documento programmatico di bilancio aggiornato le misure di riduzione del cuneo fiscale determinano un effetto negativo sui saldi di finanza pubblica per 4,8 miliardi di euro. Leggerissimo appare invece l’impatto delle novità sulle Flat Tax degli autonomi che alzano a 85mila euro la soglia di fatturato per il forfait e introducono l’aliquota del 15% per gli incrementi di reddito: sul 2023 la doppia mossa peserà per meno di 300 milioni, ma l’impatto è in crescita nel 2024 quando si sentiranno gli effetti della Flat Tax incrementale alzando il contatore sopra quota 800 milioni. Sulla sanità il programma spedito alla commissione Ue precisa i numeri del rifinanziamento anticipato nei giorni scorsi.
Giovanni Trovati, Il Sole 24 Ore
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Bce: l’inflazione è vicina al picco
La prossima settimana Eurostat pubblicherà il dato sul carovita a novembre, che secondo alcuni economisti potrebbe indicare la prima discesa da metà 2020. A ottobre il valore ha toccato il 10,6%, mentre la parte core, cioè quella al netto di cibo, energia ed alcol, è arrivata al 5%. De Guindos ha aggiunto ieri che il calo dell’inflazione potrebbe essere accompagnato da un aumento della componente core che secondo il vicepresidente Bce sarà quella più indicativa in futuro, dato che il valore principale (headline) risente di più di sussidi fiscali e price cap sul gas. Riguardo al governo italiano, il banchiere centrale ha osservato che finora ha adottato una politica di bilancio «prudente».
Ninfole Francesco, MilanoFinanza
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Governi e aziende: allarme sui debiti globali
A livello globale gli Stati sono i soggetti che hanno maggiormente aumentato il debito dalla crisi del 2008 ad oggi: in rapporto al Pil nel giugno 2007 avevano – a livello globale – un debito pari al 58% e ora sono arrivati al 102%. Questo fenomeno è stato favorito dalle politiche monetarie, che per tutti questi anni hanno tenuto i tassi bassissimi e la liquidità abbondante. Il problema è che ora lo scenario è cambiato drasticamente: così ora gli oneri sul debito sono saliti al 7,1% delle entrate fiscali e arriveranno – stima S&P – al 7,9% nel 2024. Questo fardello diventa ancora più pesante per i Paesi che hanno debito denominato in valuta estera.
Longo Moyra, Il Sole 24 Ore
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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