SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 23 MARZO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Borse e dividendi, ecco i titoli più generosi con gli azionisti
Dai minimi della prima parte di marzo le Borse europee hanno recuperato il 15% e quelle statunitensi. Nel frattempo i rendimenti sul mercato obbligazionario si sono impennati. Il decennale tedesco è passato da -0,1% a +0,5%, quello americano dall’1,7% al 2,4%. Si sa che quando i tassi dei bond salgono vuol dire che i prezzi scendono: quindi una crescita dei rendimenti le obbligazioni vengono vendute. Quindi ciò che sta accadendo da almeno due settimane è una rotazione dei portafogli dalle obbligazioni verso il mercato azionario. Quello che può stupire però a una prima disanima è come mai il mercato dell’equity, classe di investimento risk-on, stia riscuotendo successo in una fase macroeconomica delicata come quella attuale, quando tanto Stati Uniti quanto Eurozona sembrano ormai proiettati verso la stagflazione, quel brutto binomio in cui al rallentamento della crescita si associa l’aumento dei prezzi al consumo…
Vito Lops, Sole 24 Ore
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Il private banking batte le stime, obiettivo 1.100 miliardi
Il mercato del private banking continua a crescere anche in Italia. E lo sta facendo a ritmi superiori alle attese. Se a inizio 2021 si stimava, infatti, un mercato con asset in gestione nel private banking a fine 2021 di 978 miliardi di euro, tale traguardo è stato tagliato già alla fine del primo semestre. Le ultime stime indicano asset complessivi a fine 2021 pari a 1.021 miliardi, con una crescita del 9,5% rispetto all’anno prima. Ma c’è di più. Nel prossimo biennio, in base alle stime di Aipb, l’Associazione che riunisce i principali operatori nazionali e internazionali del private banking, si prevede che gli asset gestiti raggiungano i 1.113 miliardi di euro (+4,4% mediamente all’anno) sia grazie al contributo della raccolta netta (2,8%) sia per effetto delle performance (1,6%). La ricerca Aipb-Centro Einaudi «Risparmiatori di avanguardia nelle scelte di investimento» fornisce un interessante spaccato su come le famiglie più abbienti del nostro Paese si pongono rispetto alle Borse e in generale agli investimenti…
Ennio Montagnani, Giornale
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Il co-investimento come alternativa ai veicoli tradizionali del private equity
I1 mercato del private equity (Pe) è in piena espansione. Le masse in gestione delle attività di Pe a livello globale hanno raggiunto i 5.300 miliardi di dollari e, secondo Preqin, sono sulla buona strada per vedere più che raddoppiati i volumi a 11.100 miliardi di dollari entro il 2026. Per i suoi sostenitori, il Pe offre la prospettiva di rendimenti più elevati e benefici di diversificazione. I suoi detrattori, invece, sottolineano come tutto questo abbia un prezzo: commissioni elevate, scarsa trasparenza, lunghi ritardi prima che il denaro venga redistribuito e prima che gli investimenti inizino ad essere redditizi. Tuttavia, c’è un’area del Pe dove questi fattori non sono così rilevanti: i co-investimenti. Attraverso questa struttura, i fondi di private equity (noti come general partner o Gp) offrono a investitori selezionati (limited partner o Lp) l’opportunità di investire direttamente al loro fianco in una specifica operazione…
David Marèchal, MF
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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