SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 20 MAGGIO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Wall Street ha toccato il fondo?
Guardate l’andamento di Wall Street nelle ultime 10 sedute come tanto assomiglia a quello che precedette il crollo del 1929 o quello dell’ottobre 1987, faceva osservare Steven Vanelli fondatore del prestigioso Knowledge Leaders Capital Blog. Così diceva giovedì 12 maggio, aggiungendo che, se il giorno successivo la borsa avesse chiuso in ribasso, si sarebbe prospettata una caduta come nei due casi citati. Ma venerdì 13, l’S&P 500 era invece rimbalzato del 2,5% e dal minimo di 3.930 punti aveva recuperato in tre sedute oltre il 4%. Scampato pericolo, il fondo è stato toccato, hanno commentato gli operatori, pregustando un corposo rimbalzo. Senonché, mercoledì scorso, Wall Street è crollata, proseguendo la discesa anche il giorno successivo. A 3900 punti l’indice segna un ribasso del 1996 dal record di gennaio, sul limite tra correzione e mercato Orso.
Riofi Walter, L’Economia – Corriere della Sera
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Aiuti contro il carovita. Regioni in campo
Non solo aiuti statali. Per arginare il caro-bollette e la fiammata dei prezzi dovuta all’inflazione – e alleviare i conti di famiglie e imprese – cominciano a muoversi anche Regioni e grandi città con bonus, sconti fiscali, ristori, contributi una tantum, finanziamenti agevolati e incentivi all’efficienza energetica (leggi: fonti rinnovabili) che vanno ad affiancarsi alle agevolazioni nazionali. ? C’è chi ristora i costi energetici, come la provincia di Trento, e chi incentiva l’efficienza, come Puglia e Lombardia La scorsa settimana entrato in vigore il decreto Aiuti (Dl 5o/22, pubblicato in Gazzetta Il i7 maggio). Un decreto che da un lato conferma e potenzia alcune misure, come il bonus energia per le famiglie in difficoltà economica, esteso al terzo trimestre 2022, o 11 tax credit per imprese energivore e no. E dall’altro aggiunge nuovi contributi, come le erogazioni a fondo perduto, calibrate in base al calo dei ricavi, a favore delle piccole e medie imprese danneggiate dal conflitto in Ucraina. Come il Governo, anche le amministrazioni locali provano a sfruttare tutto lo spettro delle agevolazioni.
Aquaro, Cimmarusti e Mazzei, Sole 24 Ore
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Banche, dalla Russia un conto di 1,4 mld
Cinque settimane di guerra – e le conseguenti prospettive – sono costate alle prime sei banche italiane 1,439 miliardi di utili netti. Dal 24 febbraio scorso, giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, al 31 marzo successivo si sono compromessi i risultati del primo trimestre dell’anno, con ogni probabilità condizionando anche il restante periodo del 2022. A farne le spese soprattutto i due maggiori gruppi creditizi nazionali, Intesa Sanpaolo e Unicredit. Intesa è uno dei maggiori partner delle aziende europee e soprattutto italiane presenti in Russia. Unicredit controlla la maggioranza di una banca moscovita e alla fine dello scorso anno era in lizza per acquisirne una seconda. Operazione questa fortunatamente non andata in porto. Ma entrambe hanno comunque pagato pesantemente l’esposizione sul mercato russo con i risultati del periodo.
Stefano Righi, L’Economia – Corriere della Sera
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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