SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 18 FEBBRAIO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Slalom dei capitali tra falchi e colombe
Scrivono i gestori di un fondo inglese (Jupiter) che la Fed sta “combattendo l’inflazione quasi a tutti i costi”. Succube delle pressioni politiche della Casa Bianca, starebbe reagendo in “modo esagerato”, visto che l’inflazione “rimarrà in gran parte transitoria”. Dove quei gestori abbiano scorto questa forsennata aggressività della banca centrale non è dato sapere, poiché finora non s’è visto nulla e s’è solo percepita l’intenzione di procedere con tre, quattro rialzi dei tassi entro l’anno. Forse hanno dato troppo credito alle parole di James Bullard, secondo il quale occorre procedere a due rialzi di 5o centesimi entro luglio: curiosa trasfigurazione quella del presidente della Fed di Saint Louis, divenuto “falco” in un attimo, dopo essere stato considerato a lungo una “colomba”, anzi il più strenuo fautore delle politiche espansive assieme a Neel Kashkari. Si potrebbe rispondere con le parole di Raphael Bostic (Fed di Atlanta), per il quale la banca centrale non ha in realtà fatto molto per contrastare l’inflazione. Oppure con l’analisi di Bank of America che vede la Fed “disperatamente dietro la curva”, ossia a inseguire la crescita dell’inflazione e non a tentare di precederla.
Walter Riolfi, L’Economia del Corriere della Sera
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Così l’inflazione si mangia il risparmio degli italiani
Una tassa occulta da 80 miliardi di euro. Invisibile. Ma che ha già iniziato a erodere i risparmi degli italiani. Una cifra pari a oltre 10 volte quella appena stanziata dal governo per contenere le bollette e incentivare l’auto. A tanto si arriva con un semplice conto: applicando il tasso di inflazione, cioè l’aumento del costo della vita ovvero il calo del potere d’acquisto, allo stock di risparmi giacenti in banca sui conti correnti degli italiani. Lo ha sottolineato, ieri, Lando Sileoni, il numero uno del principale sindacato bancario nazionale, la Fabi.
Marcello Zacché, Giornale
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Perché le aziende si quotano altrove?
Non sappiamo quale sarà il destino francese di Piazza Affari in Euronext. Confidiamo nell’avvedutezza dei soci italiani, Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Intesa Sanpaolo, ma non ci facciamo soverchie illusioni. La ragione di questo sostanziale scetticismo, non la sola, è rintracciabile in un’accurata elaborazione di Assonime, l’Associazione che raggruppa le società per azioni, sull’andamento del mercato internazionale dei capitali, negli anni 2020 e 2021. E in particolare sulla raccolta effettuata attraverso Ipo (Initial public offering) e aumenti di capitale. È stata, in due anni, di 85o miliardi di dollari negli Stati Uniti; 48o in Cina, compresa Hong Kong, e soltanto 200 nell’Unione europea. E in Italia? Appena 6, un decimo della Germania, un quinto della Francia.
Ferruccio de Bortoli, L’Economia del Corriere della Sera
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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