SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 16 NOVEMBRE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Sgr, l’Orso pesa sulle commissioni. Ma i tassi spingono i margini
Quasi 320 milioni di euro di commissioni di incentivo volatilizzate, in un colpo solo. È sostanzialmente questo l’effetto che traspare dalle pieghe dei bilanci appena pubblicati dalle società italiane quotate in Borsa e attive nel settore del risparmio gestito. Il dato, già piuttosto significativo, risulta essere purtroppo provvisorio perché quasi due terzi delle spese per oltre un miliardo applicate ai prodotti di investimento sulla base delle performance e che contribuirono a rendere da primato gli utili 2021 di Anima, Azimut, Banca Generali e Banca Mediolanum (fa eccezione Fineco, che non le utilizza facendone un cavallo di battaglia) trovarono spazio nella contabilità dell’ultimo trimestre ed è quindi lecito attendersi almeno un raddoppio dell’emorragia sui conti di quest’anno. Da solo il fenomeno non racconta però tutta la verità sui profitti realizzati da chi è impegnato nell’industria dell’asset management italiana. Questi continuano anzi a mostrare una dinamica sostenuta, nonostante la fase critica in cui sono incappati i mercati finanziari, e hanno in buona parte superato le attese, spingendo in molti casi gli analisti a rivedere al rialzo le previsioni per gli anni a venire. La sorpresa arriva solo fino a un certo punto, perché a compensare il calo delle diverse poste relative alle commissioni è stata l’impennata del margine di interesse a sua volta dovuta, almeno per chi affianca le attività di banca tradizionale al business legato al risparmio, all’effetto del rialzo dei tassi.
Maximilian Cellino, Sole 24 Ore
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Visco: “Sbagliato alzare i salari”
A ottobre, è l’inflazione dei record. Anche se rivisto leggermente in ribasso rispetto alle stime preliminari (dall’11,9 all’11,8%), il balzo di quasi tre punti dell’indice dei prezzi – dall’8,9% di settembre – è un inedito per l’Istat. E dal 1954 non era mai successo. Quella di ottobre è anche la variazione tendenziale maggiore dal marzo 1984. Mentre bisogna risalire al giugno 1983 per il “carrello della spesa” (dai beni alimentari, alla cura della casa e per quella della persona, a ottobre in rialzo del 12,6%). Significa che l’inflazione acquisita per quest’anno è già all’8%, un aumento che non sarà possibile recuperare con la contrattazione salariale. Il dato italiano è tra i peggiori in Europa: a ottobre infatti in Germania l’indice dei prezzi al consumo è salito del 10,4% anno su anno, in Francia del 6,2%, in Spagna del 7,3% e in Gran Bretagna dell’11,1%. L’inflazione è diventata “una tassa sulla nostra economia che non è possibile rinviare al mittente, e che non può essere eliminata attraverso vane rincorse tra prezzi e salari”, afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Il quale chieda che non si cada in una spirale come quella degli anni Settanta, che portò a una maggiore durata dell’inflazione. Proprio per evitare di spingere ulteriormente l’inflazione, la Banca Centrale Europea nel Rapporto di Stabilità Finanziaria di novembre chiede di assicurare “aiuti mirati” ai settori maggiormente vulnerabili di famiglie e imprese, e non più “sostegni a pioggia”.
r.am., Repubblica
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Finanza sostenibile: le sfide per gli intermediari
Da una parte i risparmi degli italiani che rischiano di perdere progressivamente valore, dall’altra la forte spinta verso il cambiamento voluto dall’UE per il taglio delle emissioni sulla base degli accordi di Parigi del 2015. Un processo di transizione lungo che coinvolge aziende, singoli intermediari e sistema finanziario chiamati a realizzare gli obiettivi Esg di sostenibilità ambientale, sociale e del governo aziendale inseriti nei programmi di banche centrali e autorità di vigilanza. “Assicurando una gestione adeguata dei rischi legati al cambiamento climatico il sistema finanziario può fornire un contributo fondamentale per convogliare le risorse necessarie alla transizione verso un’economia sostenibile”, così Paolo Angelini, vice direttore della Banca d’Italia, intervenuto al convegno “Il risparmio per la crescita” organizzato dall’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito (Anspc) all’Università Cattolica di Milano.
Elisa Campisi, Avvenire
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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