SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 11 MAGGIO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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La Bce: da luglio la stretta sui tassi
Il primo rialzo dei tassi d’interesse della Bce arriverà «solo qualche settimana dopo» la fine degli acquisti netti del programma App (Asset purchase programme). E gli acquisti netti «a giudicare dai dati che stanno arrivando» dovrebbero finire «all’inizio del terzo trimestre». Questo ha detto ieri la presidente della Bce Christine Lagarde in un discorso a Lubiana che è suonato più vicino ai falchi del solito, cioè al rialzo dei tassi in luglio, ma che ha lasciato comunque aperta una porta alle colombe per un primo rialzo a settembre. Le opzioni sul tavolo sono ancora tante: tra le tante, 25 centesimi a luglio e 25 centesimi a settembre oppure nulla a luglio ma 0,50 a settembre. Lagarde ha comunque voluto dare ieri qualche indicazione temporale in più rispetto alla conferenza stampa di aprile, quando in risposta alla prima domanda aveva spiegato quel «qualche tempo dopo» come «in qualunque momento compreso tra una settimana e diversi mesi». Ora si tratta di «solo qualche settimana».
Isabella Bufacchi, Sole 24 Ore
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Draghi, non vedo una recessione
Italia non rischia una recessione. Il Paese si porta dietro la crescita acquisita ottenuta con i risultati del 2021, ha spiegato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, rispondendo a una domanda di Class Cnbc nella conferenza stampa all’ambasciata italiana, all’indomani dell’incontro con il presidente statunitense, Joe Biden. «Gli indicatori sono confusi», ha aggiunto il premier. «Il primo trimestre è andato meglio del previsto. In una prima fase le stime erano migliori, in un secondo momento peggiori, alla fine ci siamo attestati su una via di mezzo». In molti settori l’attività non si è indebolita, ha ricordato, soprattutto nei servizi, mentre la manifattura inizia a sentire il peso del rincaro dell’energia e delle strozzature nell’offerta di materie prime.
Andrea Pira, Milano Finanza
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Pnrr, già pronti progetti di riserva per 22 miliardi
Mentre alcune gare del Pnrr vanno deserte – ultimo caso quella per il 5G segnalata ieri dal Sole 24 Ore ma già gli asili nido al Sud avevano fatto scalpore per sottodimensionamento della domanda – altri programmi “a chiamata” presentano un’eccedenza di progetti rispetto alle disponibilità finanziarie. Lo ha certificato, la scorsa settimana, l’allegato Infrastrutture al Def per i capitoli della rigenerazione urbana, delle metropolitane e delle piste ciclabili, ma a una ricognizione più attenta altri piani o bandi hanno messo in panchina progetti ammissibili che non hanno accesso (per ora) al finanziamento. Una riserva di progetti subito spendibili nel caso di un «piano B» del Pnrr, ma anche di integrazioni finanziarie al Piano, di rifinanziamenti nazionali complementari o anche semplicemente nel caso in cui si perdano per strada altri progetti del Pnrr e si profilasse l’occasione di una correzione in corsa del Piano.
Celestina Dominelli, Marco Mobili, Giorgio Santilli, Sole 24 Ore
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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