Agosto nero per gli Etf europei: 8,5 miliardi di deflussi
Gli Etf azionari archiviano il loro peggior mese di sempre con un rosso di 12,7 miliardi. Tengono gli obbligazionari. I dati
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Con il taglio dei costi di 11 ETF quotati a Piazza Affari, Vanguard ha segnato un altro punto nella partita della riduzione delle commissioni: un trend ormai consolidato nell’industria degli Etf, che di recente si è esteso dagli Etf azionari a capitalizzazione, agli obbligazionari e alle forme di replica più avanzate come gli smart beta e gli strumenti sostenibili.
La mossa di Vanguard, la seconda società di gestione a livello globale, con un patrimonio pari a 5.200 miliardi di euro, è dunque solo l’ultima di una lunga serie e rientra nella sua strategia generale, ma si tratta di una decisione piuttosto aggressiva in quanto porta il valore medio delle spese correnti (TER) degli 11 ETF oggetto dell’adeguamento allo 0,12%.
Dallo scorso 31 ottobre, Invesco aveva ridotto la commissione fissa annua di Invesco USD Corporate Bond UCITS ETF e Invesco Euro Corporate Bond UCITS ETF, da 0,16 a 0,10 punti base. “Le obbligazioni societarie possono rappresentare una valida alternativa ai titoli di Stato, rendendo il rischio di credito più attraente rispetto a quello di duration e con rendimenti interessanti”, afferma Sergio Trezzi – Head of Retail Distribution EMEA and LatAm. “E per questo, le abbiamo rese ancor più appetibili sul piano dei costi”.
Ancora, a gennaio Lyxor aveva aggiornato il TER di diversi ETF legati a singoli mercati emergenti (Turchia, Corea del Sud, Malesia, Taiwan, Sudafrica e Indonesia): un taglio di oltre il 30% che ha portato il costo dallo 0,45% allo 0,30%.
Da inizio 2018 Dws, la casa di gestione del gruppo Deutsche Bank, aveva iniziato a ridurre le commissioni di gestione di alcuni dei suoi fondi passivi, gli Etf Xtrackers. Gli ultimi tagli hanno riguardato l’Etf Xtrackers II Usd Emerging Markets Bond Ucits,il cui Ter è passato da 0,35% a 0,25% e l’Etf Xtrackers Msci Emu Ucits (da 0,15% a 0,12)%.
Un trend quello della riduzione dei costi che Morningstar definisce consolidato e irreversibile. E a cui fa da contraltare l’evidenza che, come ha precisato Greggory Warren, Sector Strategist di Morningstar, nel corso della recente edizione 2019 della Morningstar Investment Conference che i fondi con i costi maggiori subiscano riscatti da 5 anni.
Mentre i flussi sugli Etf continuano ad aumentare. E a settembre, secondo le ultime rilevazioni di Lyxor, gli ETF europei abbiano messo a segno il miglior mese di sempre, totalizzando una raccolta di 17,3 miliardi di euro (rispetto agli 8,4 miliardi di deflussi registrati ad agosto). I nuovi investimenti sono ascrivibili principalmente agli ETF azionari che archiviano anch’essi il miglior risultato mensile di tutti i tempi (+11,1 miliardi di euro). Contestualmente, i capitali confluiti negli ETF obbligazionari sono ammontati a 4,3 miliardi di euro.
Così avverte Mornigstar che “quello che dovranno fronteggiare gli asset manager sarà un forte vento contrario poiché da un lato gli investitori in tutto il mondo sono alla costante ricerca di nuovi strumenti a costi contenuti e, dall’altro, il mercato azionario rischia di pagare lo scotto di una fase rialzista ormai pluridecennale oltreché di un cambiamento demografico in corso”. Un modo per far fronte a queste difficoltà è la trasparenza. È necessario dunque che l’industria presti maggiore attenzione al tema dei “costi nascosti”, che tengono artificiosamente alti i cost per gli investitori anche a fronte di commissioni in calo.
