Un’analisi delle prospettive di business delle boutique dell’asset management, con David Basola, Head of Consultants, GFI & Southern Europe dell’asset manager svizzero.
David Basola, Head of Consultants, GFI & Southern Europe di Mirabaud AM
Dal ruolo di responsabile per lo sviluppo della presenza di Mirabaud AM in Italia a Head of Consultants, GFI & Southern Europe, in carica per i rapporti con le global financial institutions e gli advisor internazionali degli investitori istituzionali. Il percorso professionale di David Basola dice molto dell’evoluzione dei modelli di business delle boutique di investimento in un panorama dell’asset management sempre più caratterizzato dalla presenza, da un lato di big player con interesse in ogni comparto del mercato e concentrati sull’applicare economie di scala, e dall’altro di player puri con strategie molto focalizzate e approcci in grado di differenziarsi in un contesto molto affollato.
Centrale, per questi ultimi, la capacità di trasferire agli investitori la specificità delle expertise e l’attitudine ad una relazione contraddistinta da una vicinanza al cliente e alle sue esigenze che concretizzi realmente il concetto di tailor made. “Siamo molto contenti della presenza in Italia di Mirabaud AM e del percorso che ci ha portato a superare il miliardo di masse in gestione, raggiunto con una crescita graduale e non eccessivamente concentrata né su una singola strategia, né su un gruppo ristretto di clienti”, afferma Basola.
Quali sono i fattori centrali per un ulteriore sviluppo per chi, come Mirabaud AM, si rivolge unicamente alla clientela istituzionale e wholesales?
Oggi gli investitori professionali, anche italiani, si sono liberati dall’assunto per cui un grande asset manager da solo possa essere riferimento per l’intero spettro delle asset class. Sempre di più la specializzazione viene premiata e in questo contesto è fondamentale tanto il rapporto diretto con gli utilizzatori delle strategie quanto il dialogo costante con quelle strutture, interne o esterne, che in vario modo contribuiscono alla conoscenza delle potenzialità connaturate al rapporto con un asset manager fortemente specializzato.
In che modo e quali sono nel dettaglio le caratteristiche del ruolo di Head of Consultants, GFI & Southern Europe?
Riuscire a far conoscere il dettaglio della nostra offerta a coloro che coordinano a livello internazionale le attività di attori del private banking o ad advisor di investitori istituzionali che operano in più mercati è essenziale per riuscire a farsi notare e stabilire una relazione continuativa con i diversi centri decisionali. All’interno della struttura è, pertanto, fondamentale instaurare e mantenere un flusso informativo a due vie tra i diversi mercati garantendo un pieno allineamento operativo nei confronti di questi attori globali.
Quali sono, in sintesi, queste expertise e questi valori?
L’offerta di Mirabaud AM si divide da sempre in tre macro-blocchi: equity, reddito fisso e alternativi. Fattore comune e trasversale è l’enfasi sulla gestione attiva che deriva dalla nostra storia. Gli alternativi, intesi come hedge funds, sono il nostro principale heritage, con una tradizione che risale al 1973. Il fondo flagship Haussman è tra i più grandi e i più riconosciuti fondi di fondi a livello europeo. Quando i partner di Mirabaud AM hanno deciso di puntare in maniera forte sull’asset management, questa tradizione ha portato a voler essere una boutique della gestione attiva chiaramente riconosciuta come tale.
Come si è sviluppata questa volontà su equity e fixed income e come state affrontando questo momento di forte pressione sui mercati?
La prospettiva di una crescita sana e sostenibile con cui si è aperto il 2022 è stata travolta dagli eventi esogeni ai mercati che hanno totalmente cambiato gli equilibri. L’azionario è per noi una classe di attivo in cui l’aspetto macroeconomico rappresenta la cornice di riferimento senza necessariamente guidare in alcun modo le nostre scelte in termini di posizionamento, ma è ovvio che di fronte a dislocazioni di questa portata l’effetto riguarda tutti i tipi di strategie. Ora è necessario resistere alla volatilità con ben chiaro l’obiettivo di fondo. Rispetto alla media storica abbiamo alzato il livello medio di liquidità nei portafogli e abbiamo cercato di prendere meno scommesse settoriali in un mercato che si sta assestando. Di una cosa siamo certi: quando il mercato ripartirà non sarà disposto a pagare con leggerezza i multipli a cui siamo stati abituati negli ultimi anni. Torneremo, cioè, a valutare le aziende accettando di remunerare la crescita prevista con multipli piú ragionevoli rispetto al passato recente. Il nostro approccio, che privilegia portafogli attivi e molto concentrati, ci permette di isolare il “rumore di fondo” e di individuare le singole storie aziendali che rappresentano il motore costante delle nostre scelte.
Per quanto riguarda l’obbligazionario, quali sono le prospettive?
La componente macro qui gioca ruolo importante nella sotto-allocazione per classi di attivo. Il nostro è storicamente un atteggiamento un po’ più conservativo della media di mercato in tutti i comparti.
La domanda degli investitori, in questo momento, è concentrata inevitabilmente sulla presenza o meno di esposizione in portafoglio alla Russia e qui possiamo raccontare un fatto che testimonia come operiamo in Mirabaud AM in materia di investimenti sostenibili. Il benchmark della nostra strategia flagship sulle convertibili prevederebbe una significativa posizione in Russia che non è presente nel Mirabaud – Sustainable Convertibles Global Fund perché esclusa a seguito di uno scoring negativo secondo i nostri criteri di sostenibilità. Non siamo stati, quindi, impattati da un punto di vista della performance e contemporaneamente abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che un rigoroso screening Esg permette di evitare problematiche di governance, che può essere anche la governance di un Paese.
Il concetto di intelligenza collettiva come chiave per affrontare le sfide dell’industria, nell’intervista a Emanuele Bellingeri, head of Asset Management Italy di Credit Suisse.
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio