Equilibri internazionali, elezioni, transizione digitale e green. Ma a regnare è la politica monetaria
E alla fine arriva Powell
La politica monetaria si conferma più forte di tutto. Dopo il doppio taglio da parte di Christine Lagarde che ha portato ad un abbassamento di mezzo punto tra giugno e settembre e nonostante i molti interrogativi dei commentatori sull’opportunità di un ritocco dei tassi da parte della Fed nell’imminenza delle elezioni presidenziali USA, alla fine l’attesa mossa di Powell è arrivata. Meno di due mesi separano l’abbassamento di 50 punti base del costo del denaro dalla tornata elettorale che deciderà se il prossimo presidente degli Stati Uniti sarà Donald Trump o Kamala Harris. Una corsa avvincente e ancora incerta nell’esito su cui i mercati stanno impegnando grandi energie in termini di analisi. Per seguirla da vicino e conoscere la view degli asset manager sulle possibili conseguenze delle presidenziali USA FocusRisparmio ha lanciato il format “Polls&Profits”, disponibile su FR|Vision. Un resoconto della puntata di lancio, con approfondimento sui programmi economici di democratici e repubblicani, è contenuto in questo numero. Nel magazine troverete come sempre molti altri approfondimenti. Tutti indissolubilmente legati a quello che rimane il grande motore dell’economia e dei mercati: la politica monetaria. Il commento ai numeri del risparmio gestito italiano, con i dati dell’ufficio studi Assogestioni che certificano la prosecuzione della corsa dei fondi obbligazionari (nel primo semestre 2024 questa categoria ha raccolto 28 miliardi di flussi netti positivi). Lo stato di salute degli investitori istituzionali e dei loro portafogli, con in primo piano sempre il costo del denaro e le variabili collegate come l’inflazione. L’analisi sui mercati con un approfondimento sul picco di volatilità che abbiamo vissuto nel corso dell’estate e su come abbiano reagito le principali asset class e come si stiano preparando, ancora una volta, ad affrontare il percorso di discesa dei tassi in Europa e soprattutto negli Stati Uniti. Oro, petrolio ma anche grandi società tecnologiche padrone dei listini e, infine, un focus sull’Asia, continente dalle prospettive di crescita del prodotto interno lordo brillanti nel lungo periodo. Completa il magazine il dossier su ETF e gestione passiva. Un comparto che in 10 anni è passato da poco più di 2.000 miliardi di dollari di masse in gestione a livello globale a oltre 11.000 miliardi, con prospettive di crescita di medio periodo che si mantengono nell’ordine dei 15 punti percentuali all’anno per il prossimo quinquennio. Questi numeri trovano la loro spiegazione nell’analisi delle evoluzioni e delle innovazioni succedutesi nel corso del decennio. Un lungo viaggio ripercorso in questo numero in cui ci si sofferma, con approfondimenti e dati, sulle caratteristiche attuali del comparto.
Jean-Luc Gatti
