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Family Barometer 2025: gli Uhnw puntano a costruire una legacy familiare e negli investimenti vogliono allineare capitale e convinzioni. Ai family office chiedono visione interdisciplinare e protezione
In un contesto altamente incerto e in vista di un massivo passaggio generazionale, gli ultra ricchi di tutto il mondo hanno cambiato le loro priorità. Mettendo in testa la costruzione di una legacy familiare, la resilienza e un pianificazione patrimoniale proattiva. Così, nei portafogli si fanno sempre più spazio il private equity e l’investimento diretto, che permettono di allineare capitale e convinzioni. E quando si tratta di scegliere un consulente si cercano professionisti con una visione interdisciplinare, capaci di agilità e lungimiranza, ma anche di protezione. Il quadro emerge dal Family Barometer 2025 di Julius Baer che, in collaborazione con PwC Switzerland, ha coinvolto quasi 2.500 esperti provenienti da Europa, Asia, Medio Oriente e America Latina, includendo per la prima volta anche gestori patrimoniali esterni.
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Famiglie Uhnw sempre più globali
Lo studio mostra come i cambiamenti demografici globali continuino a ridefinire la distribuzione delle famiglie agiate. Oltre l’80% dei clienti Uhnw ha infatti legami in più Paesi e oltre un terzo detiene asset fisici in tre o più giurisdizioni. Ne deriva che i detentori di grandi patrimoni pensano a livello mondiale pur agendo con crescente precisione strategica. Inoltre, in un anno segnato da tensioni internazionali e da una maggiore imprevedibilità normativa, un’altra delle tendenze più rilevanti è l’aumento del coinvolgimento con i loro wealth planner: sempre più clienti si rivolgono a questi professionisti come punto di riferimento principale, con un crescente interesse per dialoghi strategici di lungo termine.
Primo obiettivo: costruire l’eredità familiare
Per la prima volta, tra i tre principali argomenti legati alla famiglia del Family Barometer, rientra quest’anno ‘costruire l’eredità familiare’. Soprattutto in Asia, dove si posiziona al terzo posto. Questo, viene spiegato nel report, riflette un passaggio generazionale in corso in molte imprese familiari, in particolare in Oriente, dove patriarchi e matriarche guardano oltre la pianificazione della successione verso un’impronta più duratura e basata sui valori. Si tratta di un cambiamento che sta influenzando il modo in cui gli Uhnw affrontano la filantropia, la governance e l’istruzione. Le famiglie investono infatti sempre più tempo e risorse nell’articolazione dei loro valori, visioni e scopi, codificandoli in costituzioni familiari, dichiarazioni di missione e mentorship intergenerazionale. La crescente attenzione all’eredità segnala inoltre un cambiamento di mentalità: strategie patrimoniali ora si intrecciano con intelligenza emotiva, pianificazione a lungo termine con narrazione condivisa. Insomma, è il capitale finanziario che viene allineato al servizio del capitale umano e sociale, non viceversa.
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Family office ‘ibridi’
Se circa il 40% dei clienti ultra ricchi possiede o è servito da un family office, resistono barriere che continuano a scoraggiare molti altri. In testa ci sono i costi, seguiti dalla complessità gestionale e dalla percezione che il patrimonio potrebbe non essere sufficiente a giustificare la creazione di una singola struttura. Tutto questo spinge molte famiglie a esplorare modelli più flessibili e collaborativi: sono sempre di più infatti quelli che si rivolgono ai wealth manager per accedere a una suite curata di servizi tipici del family office, senza doversi assumere l’intero onere operativo da soli. Un tale approccio ibrido consente di esternalizzare alcune funzioni e mantenere il controllo su altre. Sulle materie di delega, le preferenze appaiono nette: servizi come filantropia, pianificazione della successione e cybersecurity vengono spesso indicate come aree meglio gestite esternamente, mentre ambiti più personali come gestione della liquidità, relazioni pubbliche e governance familiare tendono a restare in-house.
Preoccupati dall’instabilità politica
Per il secondo anno consecutivo, la ‘stabilità politica’ si piazza tra le preoccupazioni sociali chiave tra gli Uhnw. Specialmente in Europa, dove è risultata la seconda questione più urgente. Conflitti regionali, dinamiche di potere in mutamento e l’erosione delle norme democratiche hanno portato le famiglie agiate a cercare modi per isolare la loro ricchezza e le loro vite da shock macro-politici. I dati di quest’anno mostrano che i timori relativi al rischio politico vanno ormai oltre le regioni tradizionalmente volatili: la fragilità è vista sempre più come una questione globale. Questa ansia si traduce in strategie patrimoniali più sofisticate, con la diversificazione geografica che si conferma una risposta chiave. Le famiglie stanno poi anche rivalutando cittadinanza, residenza e persino percorsi educativi per la generazione successiva. E la localizzazione degli asset viene riconsiderata non solo finanziariamente, ma anche politicamente. Per i family office, ciò ha ampliato il mandato consulenziale, che ora include anche intelligence politica, pianificazione di scenari e consulenza sulla mobilità globale.
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Private equity nel mirino
Quanto agli investimenti, quelli diretti privati e il private equity compaiono ancora in primo piano, confermando che i mercati privati sono ormai centrali nell’approccio delle famiglie Uhnw più sofisticate. Questo slancio, evidenzia il report, riflette sia un cambiamento nella struttura del mercato sia un orientamento generazionale verso un impegno più attivo e significativo: si usano infatti gli investimenti diretti per allineare il proprio capitale con le proprie convinzioni, tramite impact investing, venture capital o investimenti tematici settoriali. L’ascesa del coinvolgimento della generazione più giovane ha alimentato questa tendenza: sono soprattutto loro a cercare opportunità che combinino rendimento finanziario e risonanza tematica o mission-driven.
Sempre più attenti a sicurezza e protezione
Aumenta infine l’attenzione per ‘sicurezza e protezione’, con ‘privacy dei dati e cybersecurity’ e ‘sicurezza personale’ frequentemente citate come tematiche sociali critiche. In questo senso, le implicazioni per i gestori patrimoniali e i family office sono profonde: la sicurezza non è più una questione di nicchia gestita da consulenti esterni, ma un pilastro centrale della governance familiare e della pianificazione del rischio. Infrastrutture di cybersecurity, protocolli di comunicazione di crisi e persino caveau digitali sicuri stanno diventando pratiche standard tra le strutture di eccellenza. Con le strategie di sicurezza personale che si sono evolute per includere tecnologie preservanti la privacy, protocolli di viaggio sicuri e valutazioni del rischio basate sulla localizzazione. In particolare, gli ultra ricchi cercano soluzioni non solo reattive, ma preventive. E, cosa ancora più importante, vogliono una consulenza e un sicurezza integrata che si adatti perfettamente al loro stile di vita più ampio, al loro impatto operativo e alla loro pianificazione strategica.
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