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Nel terzo trimestre Berkshire Hathaway incassa 34,6 miliardi dalla vendita di azioni e porta il cash alla cifra record 350 miliardi. A farne le spese soprattutto la partecipazione nell’azienda di Cupertino, che rischia di scontare più di tutte la guerra dei dazi promessa da Trump
Warren Buffet non smette di accumulare liquidità. Secondo il bilancio trimestrale pubblicato nei giorni scorsi, la sua holding di investimento Berkshire Hathaway ha infatti accumulato oltre 350 miliardi di euro cash a settembre. Tra i titoli venduti per fare cassa c’è ancora una volta Apple, scelta che alcuni analisti interpretano come una contromossa preventiva agli effetti che la guerra dei dazi promessa da Donald Trump rischia di produrre sul mercato azionario USA.
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Sotto il materasso dell’oracolo 350 miliardi
Un chiaro segnale di come Buffett stia puntando sulla liquidità viene dall’aumento delle vendite nelle sue attività di trading, con Berkshire che ha raccolto 34,6 miliardi dalle cessioni azionarie nel trimestre (dieci in più del 2023) e raggiunto i 127,4 miliardi da gennaio. Del resto, l’Oracolo era stato chiaro sul fatto che non avesse fretta di spendere e preferisse invece attendere l’occasione giusta per “guadagnare un sacco di soldi con pochissimi rischi”. Senza contare che la scelta di accumulare denaro potrebbe rispondere alla volontà di tenersi le mani libere in vista delle turbolenze conseguenti all’elezione di Donald Trump come nuovo presidente degli Stati Uniti. Nella stessa direzione va letta la decisione di non effettuare alcun riacquisto di azioni proprie per la prima volta dal 2018: nel secondo trimestre, per fare un raffronto, ne erano state sottoscritte per un importo di 345 milioni e 12 mesi prima per addirittura 1,1 miliardi.
Lo spettro di Trump e le vendite su Apple
Il rapporto trimestrale certifica anche come Berkshire abbia ridotto ulteriormente quella che è la sua più grande partecipazione in portafoglio: Apple. Il colosso finanziario ha ceduto in estate circa 100 milioni di azioni della compagnia, cifra pari al 25% della partecipazione di Buffett nella società e che porta a 600 milioni il totale delle cessioni da inizio anno. Secondo alcuni analisti, si tratterebbe di un’altra giocata d’anticipo rispetto alla prospettiva (poi diventata realtà) di una vittoria repubblicana alle urne. Uno scenario di politiche commerciali protezionistiche sarebbe infatti molto problematico per il produttore dell’I-Phone, che acquista molti dei propri componenti proprio da Pechino e da altri Paesi nel mirino di Trump. Lo smobilizzo non si è comunque limitato alla sola casa di Cupertino, poiché la holding dell’Oracolo ha in realtà liquidato posizioni per un totale di 36,1 miliardi di dollari. Del resto, la banca d’investimento UBS ha infatti che i dazi al 10% o 60% promessi dal Tycoon possano far cadere l’intero mercato dell’equity statunitense di circa il 10%. Mentre, secondo uno studio della National Retail Federation, gli acquirenti americani rischiano di perdere fino a 78 miliardi di dollari di capacità di spesa annua se entrasse a regime la politica del nuovo presidente.
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I conti ai raggi X
Tornando ai conti, Berkshire Hathaway si è fatta notare dagli investitori per una trimestrale in chiaroscuro. La holding ha archiviato il periodo luglio-settembre con un fatturato di 93 miliardi di dollari, in leggero calo rispetto ai 93,2 miliardi di un anno prima ma da sommare a entrare da trading per 20,5 miliardi. I ricavi derivanti dalle assicurazioni sono invece ammontati a oltre 69 miliardi, in aumento tendenziale rispetto ai 66,9 precedenti. Per quanto riguarda l’ultima riga di bilancio, l’utile netto si è attestato a 26,51 miliardi dai 12,7 di un anno fa mentre il risultato operativo è stato di 10,1 miliardi. In discesa anche l’EPS, passato da 7,4 a 7 dollari e sotto ai 7,3 del consensus.
Patrimonio da record ma niente politica
Secondo la Real Time Billionaires di Forbes, il patrimonio dell’Oracolo di Omaha è pari a 142,2 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra che fa di Buffett la sesta persona più ricca del mondo. Non abbastanza, però, da permettergli di esprimersi su una delle elezioni più sentite di sempre negli Stati Uniti. In occasione della campagna elettorale, il guru ha detto in una nota stampa che non avrebbe preso alcuna posizione nella disputa tra Trump ed Harris: “Alla luce dell’utilizzo crescente dei social media, ci sono state numerose affermazioni fraudolente riguardanti l’approvazione da parte del signor Buffett di prodotti d’investimento, nonché il suo sostegno e approvazione di candidati politici”, si legge nella dichiarazione. “Il signor Buffett attualmente non approva e non approverà in futuro prodotti d’investimento né sosterrà o approverà candidati politici”.
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