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Investimenti a 1,7 miliardi di euro e forte accelerazione nel quarto trimestre trainano l’ecosistema. Che cresce più della media europea. Early stage solido, ma il late stage e le exit restano i principali nodi strutturali. Il report di Growth Capital e Italian Tech Alliance
Il 2025 si chiude come uno degli anni migliori di sempre per il venture capital italiano. Gli investimenti in startup e imprese innovative hanno infatti raggiunto 1,735 miliardi di euro, segnando il secondo miglior risultato storico per ammontare investito dopo il picco del 2022 e il record assoluto al netto dei mega round. A fotografare lo stato dell’ecosistema è l’osservatorio trimestrale di Growth Capital e Italian Tech Alliance, secondo cui a fare da traino è stato in particolare il quarto trimestre grazie a una raccolta tripla rispetto allo stesso periodo dell’anno prima per 901 milioni di euro.
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Italia in crescita nel contesto europeo
Nel panorama europeo, il 2025 ha visto la chiusura di 10.206 round per una raccolta complessiva di 66 miliardi di euro, con una crescita del valore investito del 5% rispetto al 2024. Il numero di operazioni è rimasto sostanzialmente stabile (-4%), mentre l’attività di exit ha tenuto in termini di valore pur registrando un minimo storico nel numero di transazioni. In questo contesto, l’Italia si distingue come uno dei mercati più dinamici tra quelli sopra il miliardo di euro perché registra la più forte crescita annua dopo quattro soli Paesi: Finlandia, Irlanda, Spagna e Paesi Bassi. Dal 2020 a oggi gli investimenti in venture capital nella Penisola sono infatti triplicati, rappresentando il miglior risultato di crescita tra gli ecosistemi del Vecchio Continente.
Early stage solido, late stage ancora critico
Analizzando la composizione dei round, che in totale sono stati 436, nel 2025 i Serie A si sono mantenuti stabili a 53 mentre i Serie B si sono fermati. È proseguito anche il trend di crescita dei cosiddetti finanziamenti ponte, mentre sul capitale investito si registra un aumento del peso esercitato dai Seed a scapito delle operazioni Series B+. Il calo dei Series C+ rispetto al 2024 conferma invece come il late stage resti il principale collo di bottiglia dell’ecosistema italiano. Le operazioni di maggiore dimensione hanno spesso incluso componenti di debito o secondari, mentre i round confidenziali hanno inciso in modo significativo sia sul numero di transazioni sia sull’ammontare complessivo investito.
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Exit ancora deboli, M&A limitato
Sul fronte delle exit, il quadro resta complesso. Al netto della significativa acquisizione di Prima da parte di AXA, l’attività di M&A si è infatti fermata a 31 operazioni mentre non è stata registrata alcuna IPO a conferma delle difficoltà strutturali del mercato italiano in questa fase del ciclo. Con 71 deal conclusi, è il settore smart city a confermarsi traino del mercato primo posto: seguono software (62), deep tech (60) e life sciences (58). In termini di capitale raccolto, però, è il software a guidare la classifica con 494 milioni di euro davanti a life sciences (417 milioni) e deep tech (269 milioni). Tra le principali iniziative del 2025 spiccano Bending Spoons (234 milioni), AAvantgarde (122 milioni), Exein (100 e 70 milioni) e NanoPhoria (83,5 milioni).
Cresce il peso degli investitori internazionali
Nel corso del 2025 sono stati 354 gli investitori attivi, con una partecipazione internazionale salita al 46% e in netto aumento rispetto al 24% del 2020. Stati Uniti ed Europa restano le principali aree di provenienza del capitale estero. Tutti i round superiori ai 20 milioni di euro hanno visto la presenza di almeno un investitore internazionale, confermando la correlazione tra dimensione delle operazioni e capacità di attrarre capitali dall’estero.
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Fundraising in rallentamento, ma VC Index ai massimi
Sul fronte della raccolta, nel 2025 sono stati lanciati 9 nuovi fondi, per un totale di 545 milioni di euro, in calo rispetto ai risultati record del 2024 ma comunque rilevanti per il livello di dry powder disponibile. Si segnala una maggiore attività di fondi verticali e di operatori alla prima esperienza.
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