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Il ‘re dei bond’ promuove il taglio di 25 punti base deciso dalla banca centrale USA. Ma avverte: un allentamento troppo aggressivo potrebbe rivelarsi controproducente. Intanto rilancia sull’oro: “Correrà oltre i 4mila dollari entro l’anno”
La strada imboccata dalla Federal Reserve è quella giusta, ma serve conservare prudenza per affrontare i tanti ostacoli che ancora la separano dal suo obiettivo. È questa la sintesi del pensiero espresso giovedì da Jeffrey Gundlach, amministratore delegato di DoubleLine Capital, che ai microfoni della Cnbc si è espresso sul taglio ai tassi di 25 punti base annunciato poche ore prima dalla banca centrale USA. “È la decisione giusta”, ha detto l’investitore chiamato ‘re dei bond’ per la sua per la sua abilità nel prevedere i movimenti del mercato obbligazionario, avvertendo però che un allentamento troppo aggressivo potrebbe creare rischi sul fronte dell’inflazione.
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La mossa della Fed
Le Fed ha tagliato i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale in quella che è apparsa come una chiara risposta ai segnali di debolezza mandati dal mercato del lavoro, con le ultime stime che hanno rivisto al ribasso di quasi un milione il numero di nuovi impieghi creati nell’ultimo mese dall’economia e alimentato discussioni tra gli esperti. Una percezione poi confermata dalle notizie sulla posizione di Stephen Miran, membro del FOMC recentemente nominato dalla Casa Bianca e considerato un alleato stretto del presidente Donald Trump, che ha votato per una sforbiciata maggiore e sembra aver previsto nei suoi scenari allentamenti più marcati tra i membri del board.
Rischi e opportunità
“Credo ci sia il rischio di un eccessivo allentamento”, ha detto Gundlach, che ha fatto riferimento soprattutto alla confusione osservabile nel mercato occupazionale. Il guru ha poi chiarito di attendersi “un nuovo taglio dei tassi già nella riunione di ottobre”, senza però sottrarsi da lanciare un avvertimento sul futuro economico degli Stati Uniti: “Penso che le prospettive inflazionistiche siano molto incerte e Powell ha ragione quando afferma che in realtà non sappiamo quale sarà l’effetto dei dazi”. Poi ha concluso con un’altra previsione: “Il Paese potrebbe avviarsi verso un contesto di tassi d’interesse reali effettivamente negativi”.
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La corsa dell’oro continuerà
L’amministratore delegato di DoubleLine Capital, che l’anno scorso contava asset in gestione per oltre 95 miliardi di dollari, si è anche mostrato ottimista sul più forte rally osservato dai mercati negli ultimi anni: quello dell’oro, che quest’anno si è apprezzato del 40% e giovedì ha toccato il nuovo massimo intraday a 3.744 dollari l’oncia proprio in conseguenza del taglio annunciato dalla Fed. “Penso che quasi certamente il lingotto chiuderà sopra i 4mila dollari prima della fine dell’anno”, ha precisato, invitando gli investitori a detenere fino a un quarto dei loro portafogli nel metallo prezioso. Per Gundlach, a sostenere la corsa sarà non sarà solo il mix di tassi in calo e debolezza del biglietto verde ma anche un’inflazione che resterà ostinatamente elevata a causa dell’impatto dei dazi.
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