La banca centrale lima dello 0,25% il costo del denaro e lo porta a 4,75%. È la seconda sforbiciata dell’anno. Dal board emergono però timori sulla dinamica dei prezzi. E anche i gestori nutrono dubbi. Trump e legge di Bilancio le principali incognite
La Bank of England (BoE) torna a intervenire sui tassi. Dopo due mesi di stop, la banca centrale del Regno Unito ha infatti annunciato una nuovo taglio al costo del denaro in quello che è il secondo allentamento da inizio anno. La sforbiciata vale un quarto di punto e porta il ratio di riferimento dell’istituto al 4,75%, sotto il picco del 5% raggiunto oltre un anno fa. Una mossa attuata in scia agli ultimi dati sull’inflazione, calata sotto il target del 2% per la prima volta da mesi, ma che non rimuove gli spettri della finanziaria e di Trump sul futuro.
Il comitato di politica monetaria della BoE ha preso la decisione di tagliare i tassi con una maggioranza di otto a uno, con un solo membro che ha votato per lasciare il costo del denaro fisso come nelle riunioni precedenti. Secondo l’istituto, anche se le rimanenti pressioni inflazionistiche interne si stanno risolvendo più lentamente, “si sono infatti registrati continui progressi nel raffreddamento dei prezzi”. Da segnalare però come alcuni dei banchieri centrali abbiano comunque sottolineato l’importanza di mantenere alta l’attenzione su due fattori: gli effetti della presidenza Trump negli Stati Uniti e l’aumento della spesa pubblica prospettato dal governo la scorsa settimana, quando il Cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves ha presentato il bilancio d’autunno.
Prossimi tagli non scontati per i gestori
Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm
Secondo Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, la BoE ha cercato di incoraggiare spesa e investimenti degli inglesi in modo da contrastare le difficoltà della produzione interna. L’obiettivo appare però al manager di non semplice attuazione nel lungo periodo, per lo più a causa delle tante incognite economiche e geopolitiche che potrebbero incidere sulla traiettoria dei prezzi. Ecco perché, dal suo punto di vista, anche la dinamica dei tassi non è così chiara. “Il taglio di oggi era ampiamente previsto ma il ritmo dei prossimi è meno certo”, spiega infatti Flax, che comunque non esclude una ulteriore riduzione dei tassi nei prossimi mesi in scia alla debolezza dell’economia di Sua Maestà.
Jamie Niven, senior Fixed Income fund manager di Candriam
Una view simile a quella Jamie Niven, senior Fixed Income fund manager di Candriam, che nota come la retorica attorno alla decisione del board lasci trasparire un atteggiamento di prudenza circa le mosse future. “Ci attendiamo tagli trimestrali anziché sequenziali come ci si sarebbe potuto aspettare prima della manovra sul Budget”, chiarisce, precisando che “il prezzo di mercato per il tasso terminale nel Regno Unito sia troppo alto”.
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