Rob Oliver, head of Business Development della società, spiega a FocusRisparmio la genesi dell’offerta del player presente dal 2020 in Europa e che ha da poco superato il miliardo di euro di masse
“In passato il termine ETF era associato esclusivamente a strategie beta a basso costo in contrapposizione ai fondi di investimento gestiti attivamente, ma le cose sono cambiate”.
La possibilità di investire su fattori e temi è stata, ricostruisce Rob Oliver, head of Business Development di Global X, “il primo passo per arrivare a comprendere la vera natura dell’ETF. Ovvero quella di veicolo efficiente, trasparente e democratico per accedere a una strategia di investimento”.
In questa evoluzione dove si posiziona Global X e qual è l’essenza della sua value proposition?
Rob Oliver , head of Business Development di Global X
Siamo nati per portare innovazione nel mondo degli ETF permettendo agli investitori di esporsi a strategie azionarie non-core attraverso strumenti facilmente accessibili. La nostra gamma si concentra su tematici, materie prime caratteristiche come l’uranio e strumenti che categorizziamo come alternative income che includono la ricerca di dividendi e strategie con opzioni e coperture. Da un punto di vista di clientela il nostro target è principalmente il canale discrezionale con un interesse anche per la consulenza finanziaria fee-only.
La nostra value proposition nasce dalla storia di Global X. La fondazione risale al 2008 negli Stati Uniti con il lancio dei primi due prodotti su litio e batterie elettriche nel 2010. Grazie al focus su tecnologia, innovazione e materie prime ad esse connesse il business è cresciuto tanto da decidere nel 2020 di estendere l’offerta anche al continente europeo in cui ad oggi abbiamo oltre un miliardo di asset.
Come avete operato questa espansione geografica?
Il primo e fondamentale punto è quello di riuscire a trasferire ai clienti il nostro DNA che si basa su tre pilastri: ricerca, educazione degli investitori e purezza di esposizione. Non sviluppiamo, infatti, nessuna view macro ma tutti i nostri prodotti nascono da una ricerca proprietaria di tipo bottom-up che trasferiamo ai clienti con contenuti informativi e sintetizziamo in un prodotto molto specifico su cui investire.
Il nostro vantaggio competitivo consiste, in sintesi, nel combinare la capacità di innovazione e quella di ascolto delle esigenze dei clienti. È così che nasce il nostro percorso di sviluppo dell’offerta che ci ha portato, ad esempio, alla creazione di prodotti specifici per l’Europa come la gamma di ETF con copertura.
La soluzione che stiamo sempre più adottando per l’espansione geografica, già avviata anche in Australia e Canada, è quella di fare leva sulla nostra piattaforma globale per portare valore nelle diverse aree in cui siamo presenti attraverso un’offerta dedicata che nasce dalle esigenze specifiche dei clienti. Con ovviamente un focus sempre molto forte sul fatto che qualsiasi nuovo prodotto risponda ai tre pilastri della value proposition di Global X.
Buona parte del mercato degli ETF è caratterizzato da un alto numero di emissioni e dalla velocità nel rispondere ai cambiamenti del mercato. Il processo descritto sembra rispondere a logiche differenti. È così?
Sì, perché quello che volgiamo offrire sono soluzioni strategiche e non tattiche. La logica dei grandi player è differente, ma, tornando a quanto già citato, Global X ha lanciato i prodotti su litio, batterie elettriche e uranio nel 2010 e, come immaginabile, oggi sono tra le strategie più riconosciute e di maggiore successo potendo contare su un track record ultradecennale.
È questa attenzione ai temi di lungo periodo a prescindere dalla presenza o meno di una particolare hype da parte degli investitori che ci ha portato a costruire la più grande gamma di ETF tematici al mondo per numerosità.
Un tema su cui siete presenti e che ha ora un grande picco di interesse da parte degli investitori è quello dell’intelligenza artificiale. Come lo approcciate?
Il nostro ETF su Artificial Intelligence & Technology esiste dal 2018 ma la nostra ricerca sul tema non si è fermata. Ha continuato a indagare i settori specifici più in crescita di questo tema identificando nel 2020 i data center e in generale le infrastrutture digitali come l’ambito critico in cui si sarebbero concentrati molti degli investimenti e dell’innovazione. Così abbiamo lanciato nel 2020 un ulteriore strumento specifico per catturare questa opportunità che si lega a doppio filo anche all’utilizzo di risorse strategiche nel campo delle commodities. Lo studio e l’educazione che facciamo su questa tema continuano e certamente porteranno ad ulteriori novità anche in termini di prodotto.
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