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La banca Usa lima le stime del Pil italiano: +0,8% sia nel 2023 sia nel 2024. Il deficit è visto in aumento, anche per il Superbonus. E il differenziale Btp-Bund salirà
Dopo la consistente sforbiciata alle previsioni di crescita da parte della Commissione europea, un pesante alert per l’Italia arriva anche da Morgan Stanley. Secondo gli analisti dell’investment bank americana, quelli che attendono il governo di Giorgia Meloni saranno infatti mesi caldi: Pil in calo, deficit in aumento e spread in decisa risalita i fattori all’orizzonte. “Un bilancio 2024 complesso renderà questo autunno probabilmente molto impegnativo per l’esecutivo italiano”, spiegano in un report dedicato al nostro Paese.
Morgan Stanley si aspetta appunto deficit fiscali più elevati e una crescita economica più debole. “Per quanto riguarda i tassi di interesse, prevediamo che lo spread tra i titoli i Btp e i Bund decennali tornerà a 200-210 punti base entro la fine dell’anno”, viene specificato. I fattori di supporto che hanno permesso al differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi di attestarsi a 160 punti base, infatti, “si sono dissolti”.
Pil a +0,8% sia nel 2023 che nel 2024
Più nel dettaglio, la banca Usa rileva come il Pil tricolore del secondo trimestre abbia sorpreso in negativo, scendendo dello 0,4%. Ora, anche se “un rimbalzo nel terzo trimestre” non viene escluso, indicatori quali il Pmi e le prospettive per l’economia tedesca fanno prevedere “un margine di miglioramento limitato”. Le stime sono state così limate a un +0,8% sia per il 2023 che per il 2024 dai precedenti +1% e +0,9%. Non solo. “Nonostante non sia il nostro scenario base, una recessione non può essere esclusa del tutto”, precisano gli analisti.
Deficit fiscale in aumento
La crescita più debole si tradurrà con ogni probabilità in un aumento del deficit fiscale sia quest’anno sia il prossimo, con il costo più elevato dei crediti d’imposta per la ristrutturazione che potrebbe rivelarsi “un driver” della corsa. Il deficit è atteso al 5% nel 2023 ma “l’inclusione di 30 miliardi di spese extra per il Superbonus potrebbe farlo aumentare di 1,5 punti percentuali quest’anno”. Nel 2024 viene invece visto al 4,2%, rispetto al 3,7% previsto dal governo in aprile.
Spread in area 200-210 punti entro fine anno
Quanto al costo del debito, gli analisti segnalano che, dopo aver toccato un minimo quest’estate, lo spread ha iniziato a allargarsi nuovamente ed è atteso “nell’area di 200-210 punti base entro la fine dell’anno”. Ad alimentare il trend saranno, si legge, “vari fattori, tra cui il deterioramento dei dati sull’attività dell’Eurozona, una preferenza per la duration rispetto al credito e un potenziale annuncio della Bce riguardo agli investimenti Pepp del 2024”.
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