Secondo la ricerca di Forum per la Finanza Sostenibile, il 56% delle piccole e medie attribuiscono ai criteri Esg un ruolo “molto importante”. A favorire il cambiamento, mercato e stakeholder. E vantaggi sono economici, competitivi e reputazionali
La sostenibilità si fa largo anche tra le pmi. È quanto emerge dall’ultima ricerca di Forum per la Finanza Sostenibile, come mostra poco meno del 90% delle piccole e medie imprese italiane consideri i fattori Esg molto o abbastanza importanti e li utilizzi come guida per tanto per le proprie scelte strategiche quanto per quelle di investimento. Uno studio, realizzato insieme a BVA Doxa e Finlombarda, dal quale emerge anche come la maggior parte delle realtà interessate guardi ancora alle banche per finanziare i propri progetti etici ma con una quota crescente (18%) disposta a valutare altri strumenti finanziari.
Secondo il documento, la quota di aziende convinta che i temi Esg abbiano un ruolo “molto importante” nelle scelte strategiche e di investimento è aumentata al 56% dal 27% del 2020 mentre il gruppo di chi si dimostra ancora disinteressato costituisce appena il 12% del campione. Non solo: oggi la rilevanza riconosciuta alla sostenibilità è uniforme tra i diversi settori produttivi. Fattori da considerare nella spinta all’adozione di parametri etici risultano essere soprattutto le aspettative del mercato e degli stakeholder. Tanto è vero che il 35% delle società coinvolte dichiara di aver ricevuto richieste specifiche dai clienti (soprattutto in ambito B2B) e una quota di poco inferiore cita le istanze di dipendenti e management ma anche quelle di banche, compagnie assicurative, fornitori e investitori privati e/o pubblici. C’è poi anche un tema di obblighi legali, che viene percepito dal 68% degli intervistati, così come la percezione che il tema possa rappresentare un vantaggio competitivo (86%) e un fattore di riduzione dei rischi (82%).
Dai costi alle competenze: i benefici e gli ostacoli
Non solo benefici economici, quali ad esempio la riduzione dei costi e dei consumi grazie all’efficientamento energetico, oppure fattori legati alla competitività. Il Forum evidenzia come le aziende annoverino tra i vantaggi della sostenibilità anche la possibilità di acquisire nuovi mercati (32%), risvolti reputazionali (27%) o di marketing e di comunicazione (26%). Le iniziative Esg vengono anche associate anche a una maggiore solidità economica (22%), alla riduzione degli impatti di eventi climatici estremi (22%) e alla possibilità di superare in maniera vincente l’attuale scenario di policrisi in cui si trovano i mercati finanziari. Quanto agli ostacoli, emergono anzitutto le difficoltà burocratiche e il timore per oneri gestione più alti ma anche problemi nel reperimento delle risorse per finanziare i progetti (40%). Il tutto senza dimenticare la carenza di competenze e conoscenze e la difficoltà di proiettarsi nel medio-lungo termine.
Per la maggior parte delle pmi intervistate nell’ambito della ricerca, le banche devono ricoprire un ruolo centrale nel finanziamento dei progetti sostenibili: il 38% le vede come potenziali partner nell’identificazione delle soluzioni finanziarie più idonee e il 36% auspica che promuovano attivamente le iniziative Esg delle imprese. Ma, se è vero che il 46% sceglie i partner finanziari per progetti etici in base alle condizioni di accesso al credito, gli istituti sono chiamati a lavorare anche su trasparenza e chiarezza delle proposte perché si tratta di dimensione piuttosto considerate (43% e 34%). Non solo. Il 39% delle aziende (dato che sale al 49% nel settore agroalimentare) chiede infatti consulenza al proprio istituto di credito per finanziare progetti sostenibili ma non è soddisfatta della risposta nel 76% dei casi. Lo studio conferma inoltre il carattere bancocentrico del mercato italiano: una pmi su due non conosce o conosce solo superficialmente strumenti finanziari diversi dal credito e solo il 18% vi ha già fatto ricorso, anche oltre la metà esprime apertura in tale senso e ha ricevuto proposte in tal senso.
Francesco Bicciato, direttore generale del Forum per la Finanza Sostenibile
“Le pmi rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana, dando lavoro all’80% degli impiegati dell’industria e dei servizi e generando oltre il 40% del Pil. È essenziale incrementare il tasso di conoscenza delle pmi rispetto ai criteri ESG e all’allineamento agli obiettivi dell’Agenda 2030. Gli strumenti finanziari ci sono: attraverso un’iniziativa di sistema a sostegno delle PMI, si possono ottenere rilevanti risultati sul piano dello sviluppo economico e della riduzione delle disuguaglianze”, dichiara Francesco Bicciato, Direttore Generale del Forum per la Finanza Sostenibile.
Per la head of sustainability, il mercato sta premiando strategie più selettive e credibili. La revisione della SFDR può aumentare la trasparenza, mentre la crescita di AI e data center sta creando nuovi driver per energia pulita, reti e stoccaggio. Tra i temi ancora sottovalutati, spicca l’adattamento climatico
Per Daniel Zimmerer, responsabile delle strategie tematiche della casa, il trend è sempre più una necessità economica oltre che ambientale. Ma geopolitica e volatilità impongono di fare selezione. Ecco come
Consob: gli investitori sono disposti ad accettare rendimenti inferiori pur di avere titoli sostenibili. Soprattutto nel settore corporate. Il ‘greenium’ è pari a circa il 23%. Decisivo anche il rating Esg
Dalla conferenza di Assogestioni al Salone del Risparmio 2026 il coro unanime di operatori e accademici: “Servono strumenti per accompagnare imprese e investitori al Net Zero”. Ma attenzione alla normativa
Itinerari Previdenziali: continuano ad aumentare gli enti pensionistici, le fondazioni bancarie e le assicurazioni che investono in modo etico. Per oltre la metà, è sostenibile più del 75% del patrimonio
Consob: nonostante il cambio di normativa, nel 2025 prosegue il rafforzamento dell'integrazione dei temi Esg nei modelli di business e nella governance
Tra transizione energetica, autonomia strategica e nuove sfide regolamentari, la sostenibilità continua a orientare mercati e investimenti, anche se oggi viene raccontata con parole diverse
Per Raphaël Lance (Mirova – Natixis Investment Managers) la geopolitica ha accelerato un cambio di paradigma: alla decarbonizzazione si affianca la sovranità energetica. Il risultato è nel complesso un contesto più favorevole per gli investitori
Per il country head Italia della casa, la finanza ESG resterà un driver strutturale nonostante il recente raffreddamento politico e normativo. “Ma servono selezione e più qualità che quantità”. Largo all'IA nell'industria, meno sui mercati
Secondo il Barometro Esg di Mainstreet Partners, un quarto dei comparti articolo 8 è a rischio greenwashing. Le strategie ambientali continuano a dominare, mentre cresce l’integrazione Esg nei mercati privati
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio