Dopo un anno di triloghi – i negoziati interistituzionali nell’ambito del procedimento legislativo Ue – il Parlamento europeo ha votato a favore dell’adozione della revisione della Mifid 2 e del regolamento Mifir. La revisione delle due normative – che costituiscono tasselli essenziali della legislazione sui servizi di investimento nonché della Capital Markets Union – mira a responsabilizzare gli investitori, in particolare rendendo facilmente accessibili a livello dell’UE i dati di mercato consolidati, e a rendere i mercati finanziari dell’Unione più trasparenti e competitivi, spiegano dalle istituzioni impegnate nel processo legislativo.
Le nuove regole mirano a ridurre le asimmetrie informative tra i partecipanti al mercato e migliorare il trading dei derivati sulle commodity energetiche e alimentari. Per proteggere gli investitori da decisioni di trading non ottimali, viene disposto il divieto generale sul “pagamento per il flusso di ordini” (payment for order flows), una pratica attraverso la quale i broker ricevono pagamenti per la trasmissione degli ordini dei clienti a determinate piattaforme di negoziazione.
L’accordo è stato raggiunto tra gli stati membri lo scorso giugno, mentre gli emendamenti sono stati redatti a ottobre, e i testi di compromesso finali sulla revisione di Mifid II sono stati inviati al presidente della Commissione del Parlamento europeo per gli affari economici e monetari. Il voto nella sessione plenaria del Parlamento a Strasburgo, che si è tenuto martedì 16 gennaio, ha visto l’adozione degli emendamenti alla Mifid 2 passare con 521 voti a favore, 19 contro e 57 astensioni. Sulle modifiche al Mifir, i voti favorevoli sono stati 518, con 46 sfavorevoli e 34 astensioni.
Dopo questo passaggio, spetterà all’Esma di elaborare gli standard tecnici e le relative procedure, che dovrebbero essere finalizzati nel corso del 2024.
Consolidamento dei dati di negoziazione
Una delle proposte chiave della revisione riguarda i considdetti consolidated red tape, ovvero sistemi consolidati di pubblicazione.
Attualmente i dati relativi alle negoziazioni sono sparsi su più piattaforme, come le borse e le banche di investimento, il che rende difficile per gli investitori accedere alle informazioni accurate e aggiornate di cui hanno bisogno per prendere decisioni. La revisione concordata istituisce quindi sistemi consolidati di pubblicazione – o consolidatad red tap – a livello Ue o flussi di dati centralizzati per diversi tipi di attività, riunendo i dati di mercato forniti dalle piattaforme su cui gli strumenti finanziari sono negoziati nell’Unione. In tal modo sarà più facile, sia per gli investitori professionali che per il retail, accedere a informazioni chiave quali prezzo degli strumenti e volume, data e ora delle operazioni.
I dati di mercato provenienti da tutte le piattaforme di negoziazione saranno inclusi in sistemi consolidati di pubblicazione, con l’obiettivo di pubblicare le informazioni il più possibile in tempo reale. Di conseguenza, gli investitori avranno accesso a informazioni aggiornate sulle operazioni per tutta l’Ue.
Un primo consolidated tape per i bond è previsto a metà del 2025, mentre quello per le azioni è atteso a inizio 2026 e alla fine dello stesso anno sarà la volta dei derivati.
Divieto di pagamento sul flusso di ordini
La revisione impone un divieto generale sul pagamento per il flusso di ordini, o payment for order flows (Pfof), che già vige in alcuni stati extra Ue, come il Regno Unito. Le nuove regole introducono inoltre la possibilità, per gli Stati membri in cui già esisteva questa pratica, di esentare dal divieto le società di investimento soggette alla loro giurisdizione, a condizione che il pagamento per il flusso di ordini sia consentito solo ai clienti ubicati in tale Stato membro. In ogni caso, la pratica dovrà essere gradualmente eliminata da qui al 30 giugno 2026.