A maggio l’economia britannica ha deluso le attese e si è contratta dello 0,1%. Per gli analisti, Bailey potrebbe intervenire sui tassi. Decisivo sarà il dato sull’inflazione di giugno
L’economia britannica va peggio del previsto, tanto che lo stesso governo laburista ha dovuto ammettere la “delusione”. A sorpresa, infatti, il pil di sua maestà è tornato a contrarsi a maggio per il secondo mese consecutivo, alimentando lo scetticismo dei mercati su una possibile ripresa del Regno Unito nel secondo semestre dell’anno. Il calo è stato dello 0,1%, ben al di sotto delle previsioni degli economisti che si aspettavano una crescita dello 0,1% dopo il -0,3% registrato in aprile. Per molti osservatori, la débâcle rende però sempre più probabile un intervento della Bank of England, che nella riunione del prossimo 7 agosto potrebbe quindi decidersi a tagliare nuovamente i tassi d’interesse.
Secondo l’Office for National Statistics, al calo di maggio ha contribuito soprattutto la flessione della manifattura (-0,9%) e dellecostruzioni (-0,6%), solo in parte compensata dalla lieve crescita dei servizi (+0,1%). Complessivamente, il pil britannico è cresciuto dello 0,5% nei tre mesi mesi conclusi a maggio rispetto al trimestre terminato a febbraio. Non solo. Contestualmente l’ONS ha anche reso noto che, nello stesso mese, la produzione industriale è scesa dello 0,9% rispetto ad aprile e dello 0,3% sul 2024, peggio delle attese degli analisti (-0,1% e +0,1%). Nello stesso periodo il deficit commerciale registrato è stato pari a 27 miliardi di sterline.
Rachel Reeves, Cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito
“Sebbene i dati odierni siano deludenti, sono determinata a dare impulso alla crescita economica e a mantenere questa promessa”, ha commentato la ministra delle Finanze britannica, Rachel Reeves. Resta però un fatto che il governo laburista del primo ministro Keir Starmer non è riuscito, come promesso, a rianimare la crescita nel suo primo anno di mandato. E ora il timore di molti osservatori è che la Reeves sia costretta ad aumentare nuovamente le tasse nel suo prossimo bilancio.
L’economia britannica si è espansa rapidamente nel primo trimestre del 2025, superando le performance degli altri Paesi del G7. A maggio la BoE ha rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita per l’intero anno all’1%. Tuttavia, gran parte della corsa è stata probabilmente legata alla scadenza in aprile di un’agevolazione fiscale sull’acquisto delle case, che ha dato impulso al settore, e alla corsa dei produttori in vista dei dazi USA. La BoE si aspetta un’espansione di circa lo 0,25% nel secondo trimestre, ma perché il periodo si chiuda con il segno più, secondo l’ONS i dati di giugno dovrebbero mostrare almeno una lettura stabile.
Per i mercati quindi l’ipotesi di un nuovo taglio dei tassi nel prossimo meeting si fa sempre più probabile, nonostante il recente picco dell’inflazione che in aprile è risalita al 3,5% per poi rallentare marginalmente a maggio al 3,4%. Lo scorso 19 giugno, l’istituto centrale ha lasciato il costo del denaro al 4,25%, preoccupato soprattutto dalla dinamica dei prezzi nei servizi. Il prossimo rapporto CPI verrà pubblicato il 16 luglio e sarà certamente decisivo per le decisioni di Andrew Bailey e colleghi prima della pausa estiva.
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