La raccolta di inizio 2025 supera le stime mensili e raggiunge gli 8,3 miliardi di euro nonostante le turbolenze di mercato. Tra i fondi aperti, prosegue l’appetito per gli obbligazionari: +7,2 miliardi. I gestori convinti: “Rotta su reddito e strategie multiasset per sfidare la volatilità”
Il 2025 inizia con il segno più per il risparmio gestito italiano. Il primo trimestre dell’industria si è infatti chiuso con una raccolta netta positiva per 8,3 miliardi di euro, in rialzo rispetto ai 6,8 miliardi preventivabili in base alla somma delle letture mensili preliminari. È quanto emerge dalla consueta Mappa di Assogestioni, i cui dati svelano masse in allargamento a 2.488 miliardi e il prosieguo dell’appetito per i fondi obbligazionari. Una fotografia che, nell’ultima puntata del format di FR|Vision intitolato ‘The Big Picture’, ha alimentato la convinzione dei gestori sulla possibilità di cavalcare l’incertezza attraverso reddito fisso e soluzioni multi-asset.
Alessandro Rota, Direttore Ufficio Studi Assogestioni
Scendendo nel dettaglio dei dati diffusi da Via Andegari, è possibile osservare come il patrimonio al 31 marzo risulti egualmente suddiviso tra gestioni collettive e individuali: le prime vedono i fondi aperti incidere per 1.268 miliardi di euro e imporsi come comparto più rappresentativo, tra le seconde domina invece il segmento dei mandati istituzionali grazie a 985 miliardi di afflussi. Proprio con riguardo alla categoria più partecipata dal pubblico retail, che nel 2024 contava un totale di 11mila sottoscrittori, l’aspetto di maggior interesse è stato evidenziato dal Direttore dell’Ufficio Studi di Assogestioni Alessandro Rota. “Un effetto mercato pari a -1,3% e quindi valso 17 miliardi di svalutazione”, ha detto ai microfoni della trasmissione targata FocusRisparmio, “è stato più che compensato da flussi in entrata per 6,9 miliardi”. Un chiaro segnale di come le turbolenze sulle maggiori piazze finanziarie non siano riuscite a intaccare il sentiment degli investitori, come confermano anche i 23,5 miliardi complessivamente confluiti verso questi strumenti dalla metà del 2024. Le gestioni patrimoniali dedicate ai clienti upper-affluent e private hanno invece registrato entrate per 3,3 miliardi, dato che Rota considera indice del “forte interesse proveniente dal ramo più sofisticato dell’utenza”, mentre i fondi chiusi si sono fermati a un miliardo e i mandati istituzionali ha registrato riscatti per 2,8 miliardi.
Lo spaccato per tipologia mostra invece che la raccolta del primo trimestre ha premiato i prodotti di diritto italiano, con afflussi che si sono attestati a 4,9 miliardi di euro grazie soprattutto al contributo dei fondi a scadenza di nuova generazione. Positivi anche i dati della categoria roundtrip, che ha archiviato il periodo con un raccolta positiva per 1,2 miliardi, e di quella dei veicoli esteri, destinatari di una cifra pari a 700 milioni. Quanto invece ai canali distributivi, la ricerca evidenzia risultati interessanti dal punto di vista dei consulenti finanziari mentre la raccolta presso i clienti istituzionali si è confermata volatile e quella degli sportelli bancari è stata più modesta.
Obbligazionari protagonisti, in calo azionari e bilanciati
Nel dettaglio per categoria si confermano trend anticipati dai dati provvisori delle mappe mensili e che hanno contraddistinto anche i due anni precedenti. I fondi obbligazionari che hanno infatti attratto 7,2 miliardi di euro, mentre gli azionari e i bilanciati sono stati colpiti da fuoriuscite rispettivamente per 2,2 e 2,8 miliardi. “Ci troviamo in un periodo di particolare favore per il reddito fisso”, asserisce Rota, “con molte società di gestione italiane che vedono tra il 25% e il 30% delle loro masse complessive essere rappresentato da veicoli a scadenza”.
Consulenza, IA e diversificazione gli antidoti all’incertezza
Massimiliano Maxia, senior Fixed Income product specialist di Allianz GI
Il sentiment positivo dimostrato dagli investitori nonostante le turbolenze di mercato ha fatto sì che il dibattito tra gli addetti ai lavori si concentrasse soprattutto sui rischi e sulle opportunità dell’attuale contesto economico-politico, nel quale le politiche del presidente USA Donald Trump emergono come una delle principali variabili. E Massimiliano Maxia, senior Fixed Income product specialist di Allianz Global Investors, si è dimostrato tra i più ottimisti. “Dall’insediamento della nuova amministrazione americana abbiamo assistito a un ritorno di volatilità e incertezza”, ha detto, “ma risultati positivi in termini di raccolta confermano come si stia iniziando a comprendere che proprio in queste occasioni possono emergere nuove occasioni di profitto”. Quanto alle strategie per affrontare questo periodo, ha aggiunto: “Un punto riguarda il ritorno delle strategie multi-asset come risposta alla crescente dispersione tra le asset class, cui si aggiunge un forte focus sul comparto obbligazionario perchè offre rendimenti interessanti soprattutto sulle scadenze brevi e intermedie”.
Nicola Viscanti, responsabile Direzione Consulenza Finanziaria di Banca Widiba
Di segnali positivi ha parlato anche Nicola Viscanti, responsabile Direzione Consulenza Finanziaria di Banca Widiba, che ha sottolineato come la chiave sia concentrarsi su strumenti che consentono di investire in modo graduale per non lasciarsi sfuggire le occasioni che emergono nei momenti in cui i mercati ripartono. “La combinazione tra soluzioni di questo tipo e consulenza personalizzata rappresenta la chiave per navigare l’incertezza dell’attuale contesto”, ha detto, senza sottrarsi dal porre l’accento su un altro fattore non trascurabile: la tecnologia. “Siamo convinti che l’intelligenza artificiale diventerà un supporto prezioso per i professionisti degli investimenti”, è stata la sua precisazione, “perché li aiuterà a integrare i vari prodotti disponibili”.
Vincenza Di Lorenzo, partner di Prometeia
Vincenza Di Lorenzo, partner di Prometeia, ha invece sottolineato un altro aspetto emerso dai dati Assogestioni: sebbene resti forte la preferenza per strumenti prudenti, si nota cioè una progressiva riduzione dell’appeal dei titoli di Stato. “Questo mutamento sta generando una crescente domanda di diversificazione dei portafogli”, ha commentato l’esperta, “favorendo così il ritorno in auge delle componenti gestite e assicurative”.
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