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Il Global Reports di Preqin fotografa un settore in espansione nonostante il contesto macro complesso. Private equity in recupero prudente, private credit protagonista, infrastrutture e real estate in ripresa selettiva. Con una crescente concentrazione tra i grandi gestori
I private markets si avviano verso il 2026 con solide prospettive di crescita, pur in presenza di un contesto macroeconomico complesso e di mutamenti strutturali. È quanto emerge dall’ultimo Global Reports di Preqin, oggi parte del gruppo BlackRock, secondo cui la salita cui andranno incontro le masse in gestione di qui al 2030 si accompagnerà a due fenomeni principali: una domanda sempre più orientata alla diversificazione da parte degli investitori e la concentrazione dell’offerta tra i grandi asset manager. Un quadro che pone le basi per una fase di crescita definita “trasformativa” nel medio-lungo periodo.
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Private equity in recupero prundente
Per quanto riguarda il private equity, il bilancio tracciata da Preqin sul 2025 appare tutto sommato positivo: l’asset class ha infatti segnato una fase di recupero prudente, dopo un periodo caratterizzato da scarsa attività di disinvestimento e da un accumulo di asset invenduti. Le masse in gestione stimate dalla società si proiettano così verso i 12mila miliardi di dollari al 2030, sostenute dall’attesa riduzione dei tassi di interesse ma anche dal restringimento dei gap valutativi e da un progressivo spostamento delle allocazioni dal pubblico al privato. “Le difficoltà sulle exit restano una delle principali preoccupazioni per gli investitori”, viene osservato nel documento, ma precisando che la maggioranza prevede comunque di mantenere o aumentare le allocazioni nel lungo periodo. E se la raccolta è attesa in accelerazione soprattutto a partire dal 2027, i rendimenti interni sono stimati in moderazione rispetto al passato.
L’IA guida il venture capital
Anche per il venture capital le condizioni sono migliorate nel corso del 2025, un risultato che l’analisi di Preqin attribuisce sia ai tassi di interesse globalmente più bassi sia al rinnovato ottimismo sull’attività di deal-making in particolare negli Stati Uniti. Le exit mostrano segnali di ripresa, pur in un contesto in cui la pressione sui general partner per generare distribuzioni rimane elevata. La raccolta continua a invece essere complessa, con una preferenza degli investitori per i gestori più affermati, mentre le valutazioni restano differenziate, con premi evidenti per i deal legati all’intelligenza artificiale. Secondo le indagini della società di analisi, la maggior parte del mercato si attende performance stabili o in miglioramento nell’anno in corso.
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Passione private credit
Stando al report, è però il private credit a confermarsi una delle asset class più rilevanti per gli investitori. Se nel 2025 questo segmento ha mostrato una domanda resiliente anche in presenza di un contesto macro sfidante, Preqin stima infatti che le masse in gestione possano raggiungere i 4.500 miliardi di dollari entro il 2030. Il direct lending resta la strategia dominante, mentre il debito distressed ha guadagnato trazione soprattutto nel corso degli ultimi mesi. “La crescita è trainata in particolare dal Nord America ma anche l’Europa ha aumentato il proprio peso”, viene spiegato nella ricerca, “con l’interesse del mercato che rimane elevato pur a fronte di aspettative di performance più moderate”.
Infrastrutture in rampa di lancio
Non sembra mancare di dinamismo neppure il comparto infrastrutturale, che nell’anno appena archiviato ha visto una forte crescita della raccolta grazie a un mix di tre fattori: investimenti nel digitale, sviluppo della generazione energetica e ammodernamento degli asset esistenti. La raccolta si è concentrata sempre più nei mega fund, mentre l’attività di deal è rimasta contenuta nei volumi a causa dei tassi elevati e di un approccio prudente all’impiego del capitale. Secondo Preqin, in particolare, l’Europa è destinata a guidare la crescita delle masse in gestione fino a sfiorare i 3mila miliardi di dollari entro il 2030.
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Attenzione al real estate
Nel real estate la raccolta ha registrato un rimbalzo nel 2025, sostenuta soprattutto dai fondi focalizzati sul debito e dalle strategie opportunistiche. L’attività di investimento è rimasta complessivamente stabile rispetto al 2024, con il Nord America in testa per volumi, mentre Europa e Asia-Pacifico hanno mostrato un andamento più debole. Il report segnala inoltre come i trend demografici stiano influenzando il comparto residenziale, con una crescente domanda per soluzioni come co-living e senior housing.
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