I selezionatori europei hanno aumentato l’esposizione e intendono farlo ancora. Gli italiani preferiscono il small-mid cap buyout. Accelerano gli Eltif. Lo studio Neuberger Berman
Il private equity si conferma in cima alle preferenze dei fund manager. Tanto che quasi uno su tre (il 29%) di quelli attivi nel canale retail ha aumentato o raccomanda di accrescere l’esposizione a questa asset class rispetto a un anno fa. Nel canale istituzionale, invece, l’incremento è stato del 9%. A dirlo è l’ultimo European Fund Selector Study (EuroFSS), condotto da Research in Finance in collaborazione con Neuberger Berman, secondo cui gli operatori italiani vedono ottime prospettive in particolare per il small-mid cap buyout.
Lo studio ha sondato 886 professionisti europei (Regno Unito incluso) attivi sia sul canale retail, tramite le reti di consulenza finanziaria, che su quello istituzionale. La ricerca evidenzia la continua democratizzazione dei mercati privati ma segnala significative differenze geografiche. Gli spagnoli guidano la classifica degli entusiasti, con un netto 41% che ha aumentato le posizioni in questa asset class. Seguono la Svizzera, con il 32%, e l’Italia, con il 23%. Merito del fatto che le prospettive future per il private equity vengono giudicate positive soprattutto dai fund selector attivi nel retail. Il 26% di questi prevede infatti di aumentare l’allocazione nei prossimi dodici mesi, nettamente più del 4% registrato tra i professionisti del canale istituzionale. Con un 30% e un 28%, gli svizzeri e gli spagnoli si confermano primi a livello regionale per quanto riguarda l’interesse nel voler accrescere l’esposizione.
Settori e strategie preferiti
Da noi il mercato primario di private equity è in testa alle preferenze, con il 48% dei selezionatori che lo considera il più interessante. Seguono i professionisti del Benelux, con il 46%, e quelli tedeschi, con il 43%. Gli svizzeri guardano invece con maggior interesse ai co-investimenti di private equity (38%) mentre quelli britannici preferiscono le infrastrutture non quotate (38%). A livello di singole strategie, se lo scorso anno il growth equity era considerato da tutti quella su cui puntare, nell’attuale contesto di mercato il 52% dei tedeschi e il 49% degli italiani hanno indicato il small-mid cap buyout.
José Cosio, head of Intermediary Emea & LatAm di Neuberger Berman
Lo studio segnala infine come la diffusione degli Eltif stia accelerando, con oltre la metà degli investitori paneuropei che ne sono a conoscenza. Circa due terzi dei fund selector del Benelux (66%) e del nostro Paese (65%) dichiarano di conoscere approfonditamente questa struttura, con il 15% degli intervistati italiani che già raccomanda tali soluzioni. “È evidente che lo strumento stia guadagnando popolarità tra gli investitori paneuropei”, dice José Cosio. Per l’head of Intermediary Emea & LatAm di Neuberger Berman, questo è dovuto alla necessità di diversificare i portafogli e trovare nuove fonti di rendimento stabili di lungo termine”. E nonostante la volatilità dei mercati quotati, la piattaforma della società specializzata in private market, nota, continua a registrare un flusso significativo di operazioni.
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