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Secondo l’agenzia, la percezione sull’asset class è cambiata e i problemi sono in aumento. Ma i fondamentali restano solidi. E la disruption dell’intelligenza artificiale si manifesterà gradualmente
Per il private lending e i prestiti diretti, il clima si è fatto più impervio. La percezione tra gli investitori è infatti peggiorata e questi mercati si trovano ora a dover affrontare problemi crescenti. Tuttavia, i fondamentali delle stime del credito elaborati da S&P Global Ratings “rimangono generalmente solidi” e le probabilità di default su larga scala legate all’intelligenza artificiale restano basse. Ad affermarlo è la stesa agenzia USA, in un report dedicato al settore, secondo cui l’impatto della rivoluzione AI si manifesterà gradualmente.
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Perché il vento è cambiato
Per gli esperti di S&P, oltre alla dislocazione nel software e in altri servizi causata dall’emergere di nuovi strumenti di AI integrata, la seconda metà del 2025 è stata caratterizzata da un’attenzione maggiore al credito privato a causa di preoccupazioni, “alcune fondate, altre no”, relative alle pratiche di sottoscrizione, ai default, alla compressione degli spread sui prestiti e alla frequenza dei differimenti degli interessi. Questo alert è stato poi amplificato dalle notizie negative che hanno coinvolto le società di sviluppo aziendale (BDC) e dalla sottoperformance di alcune obbligazioni collateralizzate (CLO) di medie dimensioni.
Fondamentali soldi
“I fondamentali del credito rimangono solidi su diversi fronti”, assicurano però gli analisti, che basano la loro stima su indicatori tradizionali quali i livelli di liquidità e la capacità di servizio del debito o anche l’assegnazione di valutazioni ‘CCC’. Sebbene i declassamenti abbiano comunque superato gli upgrade per l’intero anno, tendenza che per S&P è destinata a proseguire nel breve termine, le condizioni di finanziamento favorevoli e un’economia resistente hanno infatti “contribuito a sostenere la qualità dell’asset class”.
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AI, una disruption graduale
La previsione è che la disruption dell’AI probabilmente influenzerà i servizi software e altri settori in modo disomogeneo e graduale. Ne deriva che “la probabilità di default creditizi diffusi nel breve termine appare bassa”, in quanto molte società non solo dispongono di un significativo margine di capitale ma hanno anche dimostrato una forte crescita del fatturato e presentano alcune barriere all’ingresso. Ciò, ovviamente, non vuol dire che la resilienza di tali vantaggi competitivi non verrà messa alla prova.
Valutazione mirata delle strategie e delle esposizioni
Gli analisti chiariscono poi che l’attività di downgrade per le società oggetto di stima sul merito creditizio si è comunque moderata lo scorso anno. Contestualmente, “nuove tipologie di termini favorevoli ai borrower stanno permeando il segmento upper middle-market e il segmento core”. Inoltre, si registra un calo dei default e i tassi storici di recupero continuano a sovraperformare rispetto a quelli osservati nei mercati pubblici. Tuttavia, precisa S&P, i trend più recenti mostrano segnali di convergenza. La conclusione è quindi che, sebbene gli stress test sui CLO del middle market e i trend di rating stabili per le BDC dimostrino resilienza, “eventi isolati sottolineano l’importanza di una valutazione mirata delle strategie e delle esposizioni dei fondi”.
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