AIPB: il terzo trimestre chiude con AUM in crescita del 4% e segna il miglior risultato dell’anno. Raccolta positiva per tutti i comparti, con i fondi in testa. Riviste al rialzo le stime 2025: +11,2% a 1.398 miliardi
L’estate non ferma il private banking italiano, che nel terzo trimestre batte le attese e mette a segno il miglior risultato dell’anno. Nel periodo luglio-settembre le masse in gestione sono infatti salite del 4%, a quota 1.371 miliardi di euro, grazie soprattutto a un effetto mercato del 2,2%, pari a 29 miliardi e superiore alle previsioni nonostante il contesto ancora molto incerto. È quanto certifica il Centro studi dell’Associazione Italiana Private Banking (AIPB), che ha quindi alzato le stime sul posizionamento del comparto all’interno del mercato finanziario tricolore. La crescita degli asset stimata con Prometeia per fine 2025, inizialmente attesa al +7,8% sul 2024, è ora vista al +11,2%, per un totale di 1.398 miliardi. In questo scenario, la quota di mercato dell’industria è attesa toccare il 36%.
Pur non mancando i timori legati a possibili correzioni dei mercati, il contributo delle performance nel trimestre si è confermato molto positivo. La raccolta netta mostra infatti un apporto stabile (+1,1%, pari a 14 miliardi), in linea con la dinamica osservata da gennaio e con un contributo costante all’aumento delle masse. Completano il quadro i cambi di perimetro, che aggiungono ulteriori 9 miliardi (+0,7%) senza evidenziare variazioni straordinarie.
Nei primi nove mesi la crescita è del 9% grazie alla raccolta
Il periodo luglio-settembre rafforza quindi il dato già positivo relativo ai prime nove mesi del 2025, che si chiudono con un incremento complessivo delle masse del 9,0%, in linea con la tendenza alla crescita costante degli ultimi anni. Su base annua (settembre 2024 – settembre 2025), gli asset gestiti sono aumentati di 134 miliardi (+10,8%): la raccolta netta (+53 miliardi) è stata la componente di flusso principale, seguita dall’effetto mercato (+50 miliardi, con una performance particolarmente significativa nell’ultimo trimestre) e dai cambi di perimetro degli operatori (+31 miliardi).
Andrea Ragaini, presidente AIPB
“I dati del terzo trimestre superano le attese e confermano la solidità del private banking italiano”, sottolinea il presidente AIPB, Andrea Ragaini, secondo cui la crescita registrata dimostra la resilienza del settore e la sua capacità di offrire “consulenza professionale e soluzioni ad alto valore aggiunto anche in uno scenario globale complesso”. “Il raggiungimento dei quasi 1.400 miliardi di euro di masse gestite entro la fine di quest’anno è un traguardo significativo, che ribadisce il ruolo centrale del private banking nel sistema finanziario del Paese e la fiducia crescente della clientela”, rimarca.
Nel terzo trimestre, la raccolta netta è stata positiva per tutti i comparti d’investimento. I fondi segnano il risultato migliore, con afflussi pari a 4,2 miliardi, in linea con l’andamento dei mesi precedenti. Come previsto, si riduce invece l’interesse verso il comparto amministrato, che raccoglie comunque 3,6 miliardi: si tratta del dato più contenuto da inizio anno, soprattutto alla luce dei 13 miliardi complessivi portati a casa nei primi due trimestri. Anche le gestioni patrimoniali e i prodotti assicurativi archiviano il periodo luglio-settembre in territorio positivo, pur senza evidenziare quelle opportunità che il cliente private sembra ricercare con maggiore decisione. Infine, per quanto riguarda la liquidità, alcuni operatori riportano incrementi significativi, in parte riconducibili a ‘liquidity event’. Come già osservato in passato, sottolinea la nota Aipb, tali disponibilità sono destinate verosimilmente a ricomporsi nei prossimi mesi all’interno degli altri comparti d’investimento.
Asset mix stabile: ai fondi comuni il 23% del portafoglio
In termini di asset mix, la composizione del portafoglio si conferma sostanzialmente stabile: i fondi comuni rappresentano il 23% degli aum, seguono le gestioni patrimoniali (12,1%), la liquidità (12,6%), le azioni (11,5%), i titoli di Stato (11,3%) e una componente assicurativa complessiva superiore al 19%, articolata tra Ramo I (5,9%), Ramo III (5,9%) e polizze multi-ramo (6,9%).
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