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Nella prima metà dell’anno, rendimenti di nuovo positivi grazie a inflazione in calo e ripresa dei mercati finanziari. Ecco quali hanno reso di più e le migliori performance su un orizzonte di cinque anni
Dopo l’annus horribilis del 2022, la previdenza complementare italiana sembra aver ingranato di nuovo la marcia. È quanto emerge dall’ultima analisi Covip, che mostra come il comparto sia tornato a battere il Tfr grazie ai positivi ritorni messi a segno dai fondi negoziali, dagli aperti e dai Pip: rispettivamente 3,2%, 4,6% e 4,8% contro appeno lo 0,8% di rivalutazione fatto registrare dallo stipendio in azienda. Una performance che l’Autorità di vigilanza attribuisce al calo progressivo e generalizzato dell’inflazione ma soprattutto alla ripresa dei mercati finanziari, capace di accrescere a sufficienza le risorse per le prestazioni.
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La spinta dell’equity
I comparti azionari, si legge nel dettaglio della relazione, registrano guadagni in media pari al 6% nei fondi negoziali, al 7,6% negli aperti e al 7,2% nei Pip”. Per le linee bilanciate, invece, i rialzi si attestano rispettivamente al 3,4%, al 4,8% e al 3,7%. Più contenuti i rendimenti di obbligazionari e garantiti, che si fermano all’1-2%. “Osservando la distribuzione delle performance dei singoli segmenti tra le diverse tipologie di forma pensionistica e le diverse linee di investimento, il capitale di rischio mostra ritorni più elevati del reddito fisso”, spiega l’ente di monitoraggio. Evidenza che testimonia come gli impieghi in equity abbiano effettivamente fornito prestazioni migliori: in sostanza, e lo sottolinea anche BFF nel suo più recente report, “il calo dell’inflazione, continuando a prospettare l’inversione delle politiche monetarie nel 2024, ha spinto in positivo i comparti azionari dei fondi pensione nonostante l’atteggiamento restrittivo di Fed e Bce”.
Il successo nel lungo periodo
Valutando i rendimenti su orizzonti temporali più coerenti con le finalità del risparmio previdenziale, cioè aggiungendo ai primi sei mesi del 2023 anche gli ultimi dieci anni, la sovraperformance sul Tfr si fa ancora più ampia. E questo nonostante l’impatto fortemente negativo del 2022 e del 2021, quando pandemia e guerra hanno affossato i mercati finanziari. A fronte di uno stipendio rivalutatosi del 2,3%, i guadagni medi annui composti delle linee a maggiore contenuto azionario si collocano tra il 5% e il 5,4% per tutte le tipologie pensionistiche. Per i comparti bilanciati la media va invece dal 2% dei Pip di ramo III, al 2,9% dei fondi negoziali e al 3,2% degli aperti. Viceversa, i segmenti non garantiti e quelli obbligazionari mostrano guadagni medi vicini allo zero o di poco superiori.
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La classifica dei migliori fondi pensione aperti nel semestre
Non tutti i fondi pensione, però, hanno generato gli stessi rendimenti sul mercato. Ecco perché può risultare utile segnalare quali siano i migliori prodotti su cui investire per la propria previdenza complementare. In questa analisi, in particolare, ci concentriamo sui migliori fondi pensione aperti distribuiti in Italia.
Top 5 fondi pensione aperti nel primo semestre 2023
Rendimento dall’1° gennaio 2023 al 30 giugno 2023. Dati al 31/07/2023. Fonte: Morningstar
Il saldo appare ampiamente positivo per tutti i componenti della classifica, a dimostrazione dei venti di ripresa che soffiano sul settore. E, a riprova dell’effetto benefico prodotto dalla ripartenza dei mercati finanziari, è possibile osservare come la quasi totalità dei prodotti sia rappresentata da strumenti che investono in azioni.
La classifica dei migliori fondi pensione aperti nel quinquennio
Riportando gli stessi ragionamenti su un orizzonte d’investimento più consono alle prospettive del risparmio gestito in quanto tale, nello specifico quinquennale, la classifica per performance diventa la seguente:
Top 5 fondi pensione aperti negli ultimi 5 anni
Rendimento annualizzato negli ultimi cinque anni. Dati al 31/07/2023. Fonte: Morningstar
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