Nel terzo trimestre attesi rallentamento della crescita globale, tagli ai tassi in Europa e nuova volatilità da Trump. Una combinazione di equity tematico, debito del Vecchio Continente e asset privati difensivi la ricetta della casa. Corsello: “Il ciclo è meno fragile ma più frammentato: servono portafogli agili e diversificati”
Sorprese di politica economica, volatilità a Wall Street e imprevedibilità di Donald Trump hanno messo in allerta gli investitori sull’opportunità di conservare la propria esposizione all’azionario americano. Eppure, un possibile rallentamento delle tensioni commerciali e il rimbalzo dei mercati potrebbero cambiare il sentiment. È questa la convinzione di Allianz Global Investor, che nell’outlook sul terzo trimestre presentato il 9 luglio ha tracciato l’evoluzione del quadro macroeconomico e fornito la sua view sui portafogli dei prossimi mesi. Secondo la casa di gestione, gli Stati Uniti restano infatti un bacino di opportunità ma vanno mixati con una quota di emergenti e megatrend. Mentre sul reddito fisso il mantra è sempre lo stesso: rotta verso l’Europa.
Enzo Corsello, country head Italia di Allianz Global Investors
A fornire un’analisi dello scenario in cui dovranno muoversi gli investitori è stato Enzo Corsello, country head Italia della società, che si è soffermato sul cambio di paradigma in cui si trovano coinvolti i mercati finanziari. Il ciclo in atto, secondo il manager, non è più “credit driven” come nella fase post-pandemica ma “income driven”: un passaggio che segna il superamento dell’austerità in favore di una leva fiscale più attiva e meno condizionata dalla paura della recessione. Questo non significa però che i rischi siano spariti. “L’inflazione può ancora riservare sorprese”, ha spiegato, anche se neppure le tensioni in Medio Oriente sono bastate a innescare un’accelerazione duratura sui prezzi dell’energia”. Sul mercato obbligazionario si manifesta poi un fenomeno inedito. “Assistiamo a uno sciopero dei compratori di debito pubblico, con Paesi come Cina e India che si tengono lontani dai titoli di Stato occidentali”, ha aggiunto Corsello, sottolineando come la logica di valutazione dei bond vada oggi ben oltre la sola analisi di prezzi tassi o tassi e contempli anche la geopolitica e il premio richiesto dagli investitori.
Crescita rallentata ma niente recessione. E nuovi tagli sono in Europa
Scendendo più nel dettaglio delle previsioni, il country head ha detto di aspettarsi un tasso di crescita dell’economia USA dimezzato per la fine dell’anno e nuove pressioni sui prezzi dai dazi che spingeranno la Federal Reserve a un atteggiamento più prudente: “Prevediamo un tasso sui Fed funds intorno al 4% entro fino anno”, ha chiarito. Sull’Europa si è invece detto convinto che una maggiore cooperazione a livello politico e l’aumento delle spese per la difesa possano sostenere il pil nel medio termine dopo una fase di espansione contenuta. Due fattori che, uniti a un carovita in calo generalizzato, dovrebbero offrire alla BCE e alla Bank of England maggior margine per ulteriori riduzioni del costo del denaro. Caso a parte quello dell’Asia, dove la Cina è vista sul punto di varare nuove misure di sostegno in risposta alle tariffe e la Bank of Japan appare decisa a continuare il rialzo dei tassi intrapreso ormai diversi mesi fa.
Dalla frammentazione geopolitica a quella dell’azionario
Quello che più di ogni altra cosa Corsello ha voluto sottolineare è però la frammentazione geopolitica cui il panorama internazionale sta andando incontro. “La globalizzazione fa passi indietro in favore della nascita di aree regionali a maggior coordinamento interno”, ha evidenziato, spiegando che il fenomeno tende a riflettersi in una sempre maggior decorrelazione nel funzionamento dei mercati azionari locali: “Gli USA sono fortemente sbilanciati su una manciata di titoli che hanno prezzi molto alti, il Giappone vanta valutazioni interessanti e l’Eurozona si conferma attraente in scia all’accelerazione dei piani tedeschi per il riarmo ma anche dell’accordo appena siglato in sede Nato per un aumento fino al 5% delle spese in difesa”.
Azioni USA ma non solo
Per quanto riguarda la strategie di portafoglio, il focus di Allianz GI per l’azionario restano gli Stati Uniti. Poiché però le valutazioni sono elevate e la loro ponderazione negli indici globali risulta eccessiva, ha chiarito Corsello, meglio un “approccio selettivo” che punti a trovare opportunità in settori che includano veri leader globali: tecnologico e industriale su tutti. Non mancano occasioni neppure in Europa, dove i campioni nazionali di comparti come la cybersicurezza e la difesa potrebbero trarre vantaggio dai piani di spesa pubblica in corso di esecuzione. Attenzione però anche all’Asia, dove Corsello cita come opportunità lo sconto a cui trattano le aziende giapponesi insieme ai guadagni di produttività che dovrebbero interessare l’India e alla tecnologia basata su IA della Cina.
Massimiliano Maxia, Fixed Income product specialist di Allianz GI
Per quanto riguarda il reddito fisso, la società si aspetta un irripidimento della curva dei rendimenti soprattutto negli USA. Previsione che spinge il Fixed Income product specialist Massimiliano Maxia ad allontanare dai radar il Treasury per lasciare spazio al debito pubblico del Vecchio Continente. “Vediamo valore nei Gilt trentennali piuttosto che nei T-bond”, ha detto, spiegando come un catalizzatore di nuove emissioni a condizioni favorevoli sarà proprio l’impegno a impiegare una quota maggiore di spesa pubblica nella difesa. Sul fronte corporate view positiva per il credito investment grade, la cui valutazioni sono elevate ma che continua a mostrare fondamentali solidi, mentre l’esperto ritiene che “gli spread high yield offrano ancora una compensazione limitata in caso di aumento dei default. Focus anche sui mercati emergenti, dove la preferenza va a bond in valuta locale anche in considerazione della posizione corta sul dollaro americano.
Mercati privati nel mirino
Non è infine mancato un focus sui mercati privati, giudicati da Corsello e Maxia un asset storicamente meno esposto alla volatilità in fasi di turbolenza come quello che stiamo vivendo. “Segmenti difensivi come il debito privato a tasso variabile e le infrastrutture possono contribuire a proteggere i portafogli”, hanno detto i due, “soprattutto se l’inflazione dovesse confermarsi sotto controllo”. Un’altra strategia difensiva individuata dagli esperti di Allianz GI è infine rappresentata dagli investimenti nel mercato secondario.
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