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Consob: il valore complessivo è cresciuto del 28,8% a circa 1.077 miliardi di euro. Scambi in aumento, soprattutto per i titoli di Stato. Leggera risalita del numero di quotate
Nonostante il contesto difficile i mercati finanziari italiani archiviano un 2025 da incorniciare, con capitalizzazione in aumento, negoziazioni in rafforzamento e una piccola risalita del numero di quotate. In particolare, il valore complessivo di Piazza Affari ha messo a segno una crescita significativa negli scorsi dodici mesi, pari al 28,8%, attestandosi a circa 1.077 miliardi di euro, dagli 836 miliardi di fine 2024. Il bilancio arriva dal Bollettino statistico della Consob, stando al quale il valore di mercato delle azioni scambiate è pari a quasi la metà del PIL italiano ed è il più alto mai registrato dall’avvio delle rilevazioni, partite nel 2010.
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Quotate in risalita
Secondo gli esperti di via Martini, nel corso del 2025 l’aumento degli scambi si è consolidato e il numero di società, seppure in calo rispetto al 2024, nella seconda parte dell’anno è tornato a salire. A fine dicembre, le quotate sui mercati regolamentati italiani o ammesse alle negoziazioni su sistemi multilaterali di negoziazione hanno infatti raggiunto quota 426, un numero che resta inferiore rispetto alle 434 unità di fine 2024, ma che segna un aumento rispetto alle 423 di giugno. Di queste, 411 hanno sede legale in Italia.
Settore finanziario in testa
Nonostante il numero di società in contrazione rispetto al 2024, il valore totale in Borsa è appunto cresciuto e l’incremento ha interessato in misura marcata le 411 società italiane. Il loro market cap è infatti aumentato del 40,6%, grazie in particolare al settore finanziario. In coerenza con questo andamento, sottolinea la Consob, il rapporto tra capitalizzazione di Borsa e prodotto interno lordo è cresciuto nel corso dei dodici mesi, passando dal 38% circa di fine 2024 a valori prossimi al 48%.
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Boom di scambi per i titoli di Stato
Anche sul fronte dell’attività di negoziazione Piazza Affari ha registrato un rafforzamento diffuso. Il controvalore degli scambi azionari è infatti cresciuto del 30% circa rispetto al 2024 e particolarmente significativo è stato l’aumento che ha interessato i titoli di Stato italiani (+39% circa). Sostanzialmente stabile è rimasta invece l’attività sulle obbligazioni degli emittenti italiani diversi dallo Stato. ETF e strumenti finanziari derivati cartolarizzati (ETC ed ETN) hanno confermato il loro trend di crescita, con un allungo che ha superato il 44%, mentre gli scambi di fondi comuni hanno registrato un deciso calo (-45%). Moderato l’incremento delle negoziazioni di derivati (+12%), mentre covered warrant e certificate possono vantare un +25% circa.
Meno quotate su Euronext Milan
Infine, guardando alle piattaforme di negoziazione, è proseguito il ridimensionamento del mercato regolamentato Euronext Milan: a fine anno le quotate erano 198, in calo rispetto alle 202 di fine giugno e alle 209 di fine 2024, senza nuove ammissioni. Sul segmento dedicato alle piccole e medie imprese, Euronext Growth Milan, dopo un avvio debole c’è stato invece un recupero nel secondo semestre: dalle 204 società di metà anno si è saliti a 211 a fine dicembre, un livello prossimo a quello dell’anno precedente.
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