3 min
Da un’analisi di Moneyfarm emerge che nel Duemila la disciplina del versamento ricorrente avrebbe consentito di tornare in pareggio 339 giorni prima rispetto all’investimento in un’unica soluzione. E nel 2008 ben 419 giorni prima
Il contesto attuale per i mercati è uno dei più tesi degli ultimi tempi. Da inizio anno il Nasdaq ha perso circa l’11%, mentre l’indice Vix, che misura la volatilità, ha recentemente superato la soglia dei 27 punti come non accadeva da oltre due anni. Intanto il suo collega, il Fear & Greed che valuta il sentiment degli investitori analizzando sette indicatori tra cui volatilità, momentum del prezzo, domanda di asset rifugio e ampiezza del mercato, è calato fino ad un minimo di 16 punti su 100. In un tale scenario di crisi, secondo un’analisi di Davide Cominardi, investment consultant manager di Moneyfarm, il Piano di accumulo del capitale (PAC) si conferma un’opzione particolarmente interessante.
📰 Leggi anche “Fondi comuni, l’altra faccia dell’home bias“
I vantaggi del PAC
Questo strumento, amato in Italia soprattutto da Millennials e Generazione Z come certifica l’ultimo Osservatorio annuale sui sottoscrittori di fondi comuni di Assogestioni, prevede il versamento periodico di una somma prefissata in un veicolo di investimento, come un fondo o una gestione patrimoniale. “In questo modo consente di comprare a prezzi sempre diversi, mediando nel tempo il prezzo di carico e, ovviamente, portando a comprare a cifre tendenzialmente più vantaggiose in uno scenario ribassista”, sottolinea Cominardi.
Secondo l’esperto, il PAC è lo strumento di investimento ideale per chi desidera costruire il proprio futuro finanziario un passo alla volta, attraverso una sana disciplina di risparmio. E per le sue caratteristiche è particolarmente adatto agli investitori prudenti che vogliono entrare in confidenza con i mercati in modo graduale, investendo la liquidità che progressivamente si accumula sul conto corrente. “Mettere da parte ogni mese anche solo una piccola somma consente di tutelarsi in vista del futuro, resistendo alla tentazione del panic selling, per raggiungere traguardi anche impegnativi, come l’acquisto di un immobile o la creazione di una rendita pensionistica”, spiega.
📰 Leggi anche “Giovani e risparmio, un rapporto da coltivare“
Il plus nelle fasi di crisi
Quanto alle fasi di crisi, stando all’analisi Moneyfarm, i vantaggi del PAC rispetto all’investimento in un’unica soluzione sono evidenti soprattutto in termini di tempi di recupero. Lo studio ha infatti confrontato i due tipi di investimento durante le principali crisi di mercato del nuovo millennio: il crollo del 2000, la grande crisi finanziaria del 2008, la pandemia del 2020 e la correzione del 2022. Dai risultati emerge come la scelta di attivare un piano di accumulo in un momento di forte stress sui mercati finanziari porti un beneficio tangibile e aiuti a vivere diversamente una fase complicata.
Nello specifico, spiega Cominardi, se si confronta un investimento di diecimila euro in un’unica soluzione con uno iniziale della stessa entità ma combinato con un contributo mensile di cento euro, la disciplina del versamento ricorrente avrebbe consentito di tornare in pareggio ben 339 giorni prima durante la crisi degli anni 2000 e 419 giorni prima durante quella del 2008. Stessa dinamica anche per l’ultimo ribasso dei mercati azionari collegato all’impennata dell’inflazione e allo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina. Il discorso cambia solo per la crisi del Covid-19, caratterizzata da un crollo vertiginoso e da una risalita altrettanto rapida che non ha creato le premesse per un miglioramento dei tempi di recupero tramite l’utilizzo del Piano di accumulo.
📰 Leggi anche “Pensioni, il risparmio volontario è cruciale“
“Escludendo il Covid-19 e considerando le altre tre crisi, se si provasse a calcolare il versamento ricorrente minimo per tornare in positivo almeno il 10% più rapidamente rispetto all’investimento in un’unica soluzione, si osserverebbe come un contributo mensile compreso tra lo 0,4% e lo 0,8% del capitale investito totale sarebbe stato sufficiente”, sottolinea l’esperto. Facendo notare come questo testimoni appunto le potenzialità del contributo ricorrente, che è in grado di mediare i prezzi di carico in scenari negativi prolungati, anche laddove si fosse investita una somma importante. “Prendendo, ad esempio, un capitale investito pari a 100mila euro e un piano di accumulo compreso tra i 400 e gli 800 euro al mese, questo avrebbe consentito di ridurre in maniera sensibile i tempi di recupero”, precisa.
In conclusione, Cominardi rimarca che investire tramite un versamento ricorrente mensile non significa inseguire rendimenti più alti, ma sviluppare disciplina, ridurre l’emotività e trasformare la volatilità in un vantaggio. “Il PAC consente agli investitori di partecipare con fiducia al gioco dei mercati, indipendentemente dal contesto economico”, assicura.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.