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La divergenza tra Stati Uniti ed Europa, il ritorno della stretta monetaria e gli spread compressi impongono cautela. Per Quaestio Capital Management, le opportunità restano nelle parti brevi delle curve e nella selezione del credito high yield
In uno scenario che vede una crescita economica sempre più divergente sovrapporsi divergente a inflazione ancora sopra target e banche centrali orientate verso una moderata restrizione, il mercato obbligazionari richiede maggiore selettività. É questa la view del Team Fixed Income di Quaestio Capital Management, secondo cu il quadro per il credito resta costruttivo ma risente della nuova stagione di incertezza legata agli effetti della geopolitica. Uno scenario che impone di privilegiare le parti brevi e intermedie delle curve, contenere la duration e cercare valore dove il premio per il rischio appare adeguato.
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Stati Uniti ed Europa, crescita a due velocità
Per gli esperti della società, il periodo dalla fine del 2025 all’inizio del 2026 ha messo in luce le differenze strutturali alla base del divario di crescita tra USA ed Eurozona. Lo scoppio della guerra in Medio Oriente ha infatti fatto emergere la vulnerabilità dell’Europa in materia di approvvigionamenti: mentre il Vecchio Continente importa da oltre 20 anni energia netta per una quota pari al 57,3% del proprio fabbisogno, Washington si trova ad avere importazioni nette negative per l’8,83%. Un gap che contribuisce a spiegare perché gli States abbiano mantenuto una crescita reale mediamente superiore al 2% nonostante le tensioni geopolitiche, quando invece sulla sponda opposta dell’Atlantico si faticava a superare lo 0,5%. Senza dimenticare che, viene osservato dalla casa, il rallentamento dei consumi privati americani è stato compensato da investimenti in intelligenza artificiale senza eguali.
La politica monetaria entra in una nuova fase
Le tensioni in Iran e il conseguente shock energetico hanno riportato al centro il rischio di stagflazione, anche se le aspettative di inflazione sono rimaste vicine ai target del 2%. Una circostanza che ha consentito alle banche centrali di mantenere una certa libertà di manovra, pur con un orientamento più restrittivo. Se infatti la BCE effettuato a giugno il primo rialzo dei tassi dal 2023, aumentando il costo del denaro di 25 punti base ma senza dare indicazioni precise sulle mosse successive, l’arrivo di Kevin Warsh alla guida della Fed ha segnato un cambio di stile comunicativo nella direzione di meno riferimenti alla data dependency e alla forward guidance. Come spiegano gli esperti di Quaestio, si tratta di un ritorno dell’incertezza nella funzione di reazione che impone agli investitori obbligazionari di dover gestire una maggiore volatilità e ridurre la dipendenza da scommesse direzionali sulla duration.
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Nel credito pesano i tassi
La riprova viene dall’andamento del mercato obbligazionario, con la prima metà dell’anno che ha penalizzato soprattutto i comparti più sensibili alla duration. Secondo l’analisi della casa di gestione, l’investment grade ha infatti ottenuto un rendimento di appena lo 0,7 mentre high yield e corporate hybrid bond si sono fermati poco sopra: rispettiva +1,95% e +1,3%. Meglio hanno fatto gli AT1, la cui performance si attesta al 2,8%, sostenuti dal restringimento degli spread e dalla solidità dei fondamentali bancari. Più eterogeneo il quadro nell’high yield, dove la dispersione tra emittenti e settori rimane elevata.
Total return da inizio anno

Fonte: ICE indices. Elaborazioni Quaestio. Dati al 09/07/2026
High yield europeo: il rendimento resta attrattivo
Dopo gli episodi di volatilità della prima parte dell’anno, i differenziali di rendimento dell’high yield europeo sono scesi a circa 236 punti base e si sono posizionati così vicino ai minimi degli ultimi anni. Una compressione che, pur a fronte di ritorni complessivi superiori al 5% e capaci di attirare ancora domanda da parte degli investitori orientati al carry, inducono gli esperti di Quaestio a predicare prudenza. Il mantra della casa in questa fase è infatti mantenere una spread duration contenuta e, nei portafogli a benchmark, un’esposizione inferiore a quella del mercato. Insomma: non uscire dall’asset class, ma approcciarla maniera più difensiva.
European HY – Spread e Yield

Fonte: ICE indices. Elaborazioni Quaestio. Dati al 09/07/2026
Il carry torna al centro del portafoglio
Secondo gli esperti della società, lo scenario resta costruttivo per il credito ma richiede un posizionamento difensivo. La strategia della casa privilegia le parti brevi e intermedie delle curve, dove il repricing delle attese su Fed e BCE ha migliorato il rendimento disponibili, mentre le scadenze lunghe restano esposte alle incertezze geopolitiche e alle politiche fiscali espansive. L’obiettivo è ridurre beta e spread duration, favorire i settori meno ciclici e concentrarsi su emittenti singola B con fondamentali solidi. Sullo sfondo restano tre rischi: l’imprevedibilità della politica estera americana; le possibili resistenze allo sviluppo delle infrastrutture per l’AI e i flussi in uscita dai fondi di private credit, che potrebbero trasmettersi anche ai segmenti liquidi del mercato obbligazionario.
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