Tra rischi macroeconomici e nuove opportunità, AcomeA punta su un approccio attivo e selettivo per i suoi fondi fixed income. Mercati emergenti, duration e strategie di copertura al centro delle scelte di portafoglio
Daniele Bivona, gestore di AcomeA
Il 2025 si preannuncia un anno di maggiore complessità per il mercato obbligazionario globale, con valutazioni elevate e prospettive di crescita in rallentamento. In questo scenario, la gestione attiva e la selezione accurata degli asset diventano essenziali per generare valore. È questa la strategia adottata da AcomeA per i suoi fondi di punta sul reddito fisso, AcomeA Performance A2 e AcomeA Breve Termine, che dopo un 2024 brillante punta a replicare il successo grazie a un mix di esposizioni mirate nei Paesi emergenti, posizionamenti sulla duration e strategie di macro-hedging. La redazione di FocusRisparmio ha raggiunto Daniele Bivona, che gestisce i due prodotti, per capire quali saranno le prossime mosse della casa.
Tra l’effetto Trump e una Fed che si è allontanata dal percorso della BCE, quali prospettive vede per il mercato obbligazionario nel 2025?
Lo scenario si prospetta più complesso del 2024 e con meno opportunità di mispricing rispetto al 2024, quando alcuni asset emergenti e titoli subordinati bancari europei hanno registrato rendimenti tra il 50% e il 100%. Il credito globale ci sembra infatti particolarmente vulnerabile ed esposto a un deterioramento della crescita che è destinato a innestarsi in un quadro di valutazioni care e posizionamento elevato. La performance dei fondi obbligazionari sarà quindi guidata principalmente dalla gestione tattica e attiva, mentre le prospettive di ritorno per il portafoglio tenderanno a venire accantonate. Quanto all’effetto Trump, la spending review di Musk potrebbe ridurre il deficit fiscale più del previsto. E se le tariffe restassero uno strumento negoziale, come credono molti esperti, la duration globale di certo ne beneficerebbe. Il mercato del lavoro USA dovrebbe iniziare a mostrare segnali di indebolimento, spingendo le banche centrali a tagli più aggressivi e aprendo la strada a un indebolimento del dollaro.
In quali segmenti e geografie risiedono le maggiori opportunità? Come investirle?
Oggi manteniamo un posizionamento bilanciato tra opportunità di rendimento e protezione del capitale, con un’esposizione selettiva ai mercati emergenti e una predilezione per bond in valuta locale con tassi reali eccessivamente elevati rispetto ai fondamentali: dal Brasile al Messico, dalla Colombia al Sudafrica fino alla Turchia. Nello spazio emerging hard currency, vediamo ancora valore sui bond sia sovereign sia corporate, dove gli spread restano interessanti. Crediamo che le economie sviluppate offrano invece opportunità nel credito finanziario e nelle obbligazioni convertibili, mentre nell’universo dei titoli di Stato favoriamo il relative value e posizioni lunghe su inflation-linked USA. Quanto alle valute, abbiamo un approccio differenziato: restiamo tatticamente corti sull’euro mentre siamo lunghi sul dollaro e sulle valute emergenti, ma senza escludere di poterci adattare a eventuali inversioni. Infine, manteniamo delle strategie di macro-hedging su volatilità e spread europei per proteggere il portafoglio in un quadro di valutazioni tirate e mercati vulnerabili.
Lei gestisce due fondi obbligazionari che negli ultimi mesi hanno saputo distinguersi a livello di perfomance. Quali caratteristiche hanno e cosa sta alla base del loro successo?
Ho assunto la gestione di AcomeA Performance A2 e AcomeA Breve Termine a inizio 2024. Quell’anno si è chiuso con una performance di circa il 10% per entrambi i prodotti contro una media di categoria del 4% e anche il 2025 è iniziato con slancio, registrando un guadagno intorno al 4% nelle prime settimane grazie al posizionamento su quattro asset: bond, valute emergenti, equity cinese e subordinati finanziari. Si tratta di un risultato figlio delle caratteristiche dei due prodotti: parliamo di strategie obbligazionarie flessibili globali, imperniate su una gestione molto attiva e svincolata dai benchmark tradizionali. Adottiamo un approccio macro multi-strategy, individuando tramite ricerca fondamentale e quantitativa temi sottovalutati ma dall’alto potenziale di rendimento asimmetrico e garantendo una diversificazione efficace rispetto ai tradizionali mercati fixed income. Infine, dall’anno scorso abbiamo anche ristrutturato il processo di investimento, ponendo attenzione alla gestione del rischio e del drawdown per massimizzare il rendimento senza perdere il controllo del rischio per gli investitori.
Il fondo Performance ha il 41% del portafoglio in titoli di Stato mentre la quota di bond corporate si ferma al 30%. Come mai e di che governativi si tratta? Quali prospettive vede per questo segmento? Con più del 40% del NAVrappresentato da titoli a scadenza oltre il decimo anno, l’attuale incertezza sulle prossime mosse delle banche centrali non rischia di rappresentare un problema?
Si tratta principalmente di obbligazioni emerging in valuta locale selezionate con cura per esporsi a quei Paesi in cui le parti medio-lunghe delle curve offrono ancora rendimenti a doppia cifra nonostante un’inflazione stabile al 3%-4%. Sul fronte corporate l’esposizione è al 30% e si concentra su storie idiosincratiche ben diversificate che ancora offrono rendimenti del 6%-8%: ci pare infatti un scelta coerente con il contesto di valutazioni elevate, che rendono il credito vulnerabile a possibili correzioni soprattutto in un contesto di rallentamento globale e favoriscono asset difensivi come la duration. Il posizionamento lungo sul rischio di tasso offre un’asimmetria interessante, con le banche centrali che potrebbero tagliare il costo del denaro più del previsto e favorire anche le valute emergenti. In questo scenario, il posizionamento lungo TIPS sulla parte lunga della curva rappresenta la migliore opportunità rischio/rendimento nei mercati sviluppati, bilanciando il rischio inflazionistico di breve termine con un potenziale rallentamento economico nel medio periodo.
Il fondo Breve Termine ha un’esposizione ai govies ancora maggiore. Valgono le stesse considerazioni di cui sopra? Qual è il vantaggio di focalizzarsi su titoli con queste caratteristiche nello scenario attuale?
In questo prodotto i governativi rappresentano principalmente posizioni liquide nel front end dei governativi EU, per garantire stabilità e protezione in contesto di mercato con premi al rischio compressi. L’ampia liquidità ci consente infatti di ridurre il rischio, mantenendo la flessibilità per sfruttare correzioni e riposizionare il portafoglio su asset con un miglior profilo rischio-rendimento. Ci focalizziamo su storie idiosincratiche nei mercati emergenti e sviluppati, dove è ancora possibile ottenere rendimenti nella fascia 6-8%, evitando asset esposti a rischi sistemici e a temi di consensus. Questo approccio selettivo ci permette di preservare il capitale e massimizzare le opportunità senza compromettere il profilo di rischio del fondo. La combinazione di elevata liquidità e gestione attiva consente ad AcomeA Breve Termine di iniziare il 2025 con slancio, posizionandosi ai vertici delle classifiche della propria categoria.
Quali modifiche di portafoglio avete in programma, per ambo i prodotti, per affrontare i prossimi mesi?
Continueremo ad adottare un approccio molto attivo e selettivo, mantenendo la flessibilità necessaria per cogliere opportunità di mercato in un contesto sfidante. Le strategie resteranno focalizzate su storie idiosincratiche ad alto potenziale, che oggi riescono a offrire ancora rendimenti vicini alla doppia cifra. L’ampia liquidità e le strategie di macro-hedging permetteranno di proteggere il portafoglio e di sfruttare eventuali correzioni per acquistare a condizioni più favorevoli, massimizzando il potenziale di rendimento per i nostri clienti.
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