Nello sguardo di Schroders per la fine dell’anno gli Stati Uniti restano in una posizione di forza, ma l’analisi si allarga per gli esperti della società anche ai Paesi emergenti, grazie a valutazioni più basse e minore competizione
Le prospettive per la fine del 2025 e l’avvio del nuovo anno vedono gli Stati Uniti ancora in posizione di forza, ma in un contesto che richiede più prudenza. È la sintesi della visione di Johanna Kyrklund, Group CIO di Schroders, e di Nils Rode, CIO di Schroders Capital, che leggono un’economia americana resiliente ma non esente da rischi strutturali.
Johanna Kyrklund, group cio e co-head of investment di Schroders
Secondo Kyrklund, la fase attuale è quella di un ciclo maturo: inflazione in rientro, tassi ancora elevati e valutazioni azionarie tirate. Uno scenario che non esclude opportunità, ma impone una selezione più rigorosa. L’azionario USA resta interessante, con un caveat ormai imprescindibile: l’esposizione alle big tech va gestita con attenzione. Le mega-cap hanno trainato i rendimenti, ma rappresentano anche un potenziale punto di vulnerabilità per gli investitori meno esperti. Al quadro si aggiunge un elemento politico-finanziario non trascurabile: i dubbi sull’indipendenza della Federal Reserve. Nel 2024 azioni e dollaro hanno iniziato a muoversi nella stessa direzione, un segnale anomalo che, secondo Kyrklund, potrebbe accentuarsi qualora l’inflazione dovesse riaccelerare. In altre parole, la politica monetaria americana potrebbe diventare un fattore di volatilità.
Nils Rode, chief investment officer di Schroders Capital Private Asset
Sul fronte obbligazionario, Nils Rode individua nel credito corporate non tradizionale e nelle soluzioni alternative le opzioni più efficaci per chi cerca diversificazione. “Strumenti come AT1 corporate e cat bond offrono rendimento e bassa correlazione con i Treasury, in un momento in cui il debito pubblico statunitense continua a crescere” racconta l’esperto.
.
Mercati: volatili, privati o emergenti
Guardando ai mercati globali, la società mantiene un occhio vigile sugli emergenti, che oggi mostrano politiche fiscali più ortodosse e rendimenti reali competitivi rispetto ai Paesi sviluppati. Accanto ai mercati pubblici, anche i privati giocano un ruolo centrale nella strategia per il nuovo anno. Il private equity, reduce da un rallentamento iniziato nel 2021, offre ora finestre d’ingresso più favorevoli, grazie a valutazioni più basse e minore competizione. I segmenti small e mid-cap si confermano i più resilienti, forti di leve più contenute e business con esposizione locale.
Sul piano geografico, l’India rimane uno dei temi forti di lungo periodo: economia in rapida crescita, fondamentali solidi e una bassa correlazione con gli altri mercati rendono il Paese un pilastro strategico della view di Schroders. Infine l’innovazione: l’early-stage venture capital è, a giudizio di Rode, il segmento più promettente, soprattutto a fronte di un late-stage dove le valutazioni stanno tornando su livelli da bolla. In sintesi, gli Stati Uniti restano il baricentro dei mercati globali, ma l’ingresso in una fase avanzata del ciclo richiede equilibrio: selettività, diversificazione e un’apertura convinta verso le asset class alternative.
A febbraio 92mila posti di lavoro in meno, contro le stime di 50mila in più. Disoccupazione su al 4,4%. Per i gestori, la banca centrale Usa sarà costretta a tagliare. Decisivi i dati sull’inflazione
Il chief economic advisor di Allianz avverte che un’escalation prolungata in Medio Oriente rischia di alimentare l’inflazione, frenare la crescita e destabilizzare i mercati energetici. L’incognita principale resta lo Stretto di Hormuz
Uno studio della fintech americana evidenzia differenze strutturali tra i due mercati: negli Stati Uniti prodotti con tracking error più elevati e commissioni maggiori, mentre sulla sponda opposta dell’Oceano prevalgono strategie più sistematiche e meno costose
La platea femminile cresce e si amplia anche tra i nuovi sottoscrittori. Ma restano differenze su importi, tempistiche di ingresso e scelte di portafoglio. Dai dati dell’Osservatorio Assogestioni e dai commenti dell’industria emergono segnali di progresso e criticità strutturali
Per l’organizzazione, la crescita continuerà nel 2026. Mercati resilienti, ma aumentano il costo del debito e il fabbisogno di finanziamenti delle imprese legato all’AI
Per il manager, si spiega così la tiepida reazione di Wall Street. "Un po' preoccupato per il credito privato". L’AI? Non stravolgerà l’occupazione bancaria
Gli investitori vedono più lontana una riduzione dei tassi negli Usa e in Uk e iniziano a temere un rialzo in Europa. Secondo i gestori, per ora i policymaker rimarranno attendisti
Gli attacchi contro l’Iran di USA e Israele riaccendono l’avversione al rischio globale: energia sotto i riflettori, pressione sull’azionario e nuovo sostegno alla coppia dollaro-oro. Con la morte di Khamenei, dubbi sul futuro di Teheran. Ma sui mercati i gestori vedono uno scenario base di impatto solo limitato. Hormuz permettendo
Dal portfolio manager della casa di gestione una view sul comparto tra fondamentali bancari “molto solidi”, costo del rischio “molto basso” e un equilibrio domanda-offerta ancora di supporto. Sullo sfondo, il confronto su eventuali aggiustamenti regolamentari sugli Additional Tier
Secondo il gestore della casa, gli EM si preparano a una stagione di sovraperformance strutturale grazie a valutazioni basse e debolezza del dollaro. Opportunità selettive in Cina e India. Ma occhio anche al boom dell’intelligenza artificiale
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio