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La nuova frontiera degli investimenti multi-asset finalizzati a ridurre il climate change sono le commodities. Protezione dall’inflazione, liquidità e diversificazione i benefici individuati da Man Group. Oltre a un ruolo chiave nella transizione ecologica
Non solo azioni e obbligazioni di imprese con attività sostenibili. Oggi più che mai c’è una nuova frontiera per gli investimenti multi-asset finalizzati al net zero: le materie prime. Ne sono convinti Edward Hoyle, responsabile delle strategie total return di Man AHL, e Harry Moore, senior client portfolio manager della stessa società, secondo i quali le commodities saranno cruciali nella lotta al climate change ma sapranno anche garantire vantaggi ai portafogli. Non prima, però, di aver sanato una criticità: l’assenza di un quadro ampiamente accettato per valutare le caratteristiche Esg dell’asset class. Un nodo potenzialmente scioglibile con il ricorso alle quote di emissione.
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Per gli esperti della casa, il principale beneficio offerto dalle materie prime è la protezione dall’inflazione. “I dati empirici mostrano come le commodities reagiscano bene agli episodi inflazionistici”, spiega Hoyle. Che aggiunge: “Esistono certamente altri modi per proteggere un portafoglio dal carovita, tra cui obbligazioni indicizzate ai prezzi e swap, ma si tratta di alternative che tendono a essere meno liquide e più costose da negoziare”. Inoltre, è vero che i premi al rischio della categoria possono variare nel tempo ma ciò non significa che detenere un paniere diversificato di materie prime garantisca un rendimento negativo a lungo termine.
I gestori lo sottolineano chiaramente: “La correlazione di lungo periodo delle materie prime con gli asset tradizionali è bassa ed è proprio questa qualità che permette di assumere un’ulteriore esposizione al rischio senza aumentare i rischi di coda del portafoglio”. In sintesi, l’asset class può fornire diversificazione e una …
