Banche, così l’Agentic AI cambierà l’industria finanziaria (e la consulenza)
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Negli ultimi dodici mesi, 196 miliardari self-made hanno aggiunto 386,5 miliardi di dollari alla ricchezza globale, portandola a un record di 15.800 miliardi. Si tratta del secondo maggior aumento annuale registrato nella storia dell’UBS Billionaire Ambitions Report, giunto all’11esima edizione, che ha intervistato i clienti più facoltosi in tutto il mondo. Dall’indagine emerge che oltre 6.900 miliardi passeranno di mano entro il 2040, con le nuove generazioni di Paperoni più attente, nella gestione del loro patrimonio, alla sostenibilità, all’innovazione tecnologica e alle iniziative sociali.
Nel 2025, il numero di miliardari è aumentato dell’8,8% a livello globale, salendo da 2.682 a quasi tremila. In Italia, invece, i Paperoni sono diminuiti del 2%, passando da 62 a 61, con una ricchezza aggregata che si è ridotta da 175,4 a 173,1 miliardi di dollari (-1,3%). A differenza dell’impennata post-pandemia del 2021, trainata dagli asset, la crescita globale è stata spinta dalla creazione audace di imprese e dal successo imprenditoriale. Dal software al marketing alla genetica, dal gas naturale liquefatto alle infrastrutture, questi innovatori stanno infatti ridefinendo la domanda su larga scala, con i super-ricchi degli Stati Uniti e dell’Asia-Pacifico a guidare la tendenza.
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Chi ha investito nel settore tecnologico ha visto le proprie casse rimpinguarsi del 23,8%, mentre la crescita del comparto consumer e retail è rallentata al 5,3%, poiché l’industria europea del lusso ha perso slancio a favore dei marchi cinesi. Nonostante ciò, il settore rimane il più grande, con 3.100 miliardi di dollari. La ricchezza industriale ha registrato l’incremento più rapido, +27,1% a 1.700 miliardi, con oltre un quarto proveniente dai nuovi Paperoni. I patrimoni nel settore dei servizi finanziari sono invece saliti del 17%, raggiungendo i 2.300 miliardi, grazie a mercati solidi e al rimbalzo delle criptovalute, con i miliardari self-made che rappresentano l’80% della ricchezza totale.
Intanto, il trasferimento di ricchezza sta accelerando. Quest’anno, 91 persone (64 uomini e 27 donne) hanno ereditato la cifra record di 297,8 miliardi di dollari, facendo segnare un aumento del 36% rispetto al 2024 nonostante il numero complessivo di eredi sia diminuito. A livello globale, le eredità hanno aumentato il numero di Paperoni multigenerazionali a quota 860. Questi ora gestiscono un patrimonio totale di 4.700 miliardi (nel 2024 erano 805 per 4.200 miliardi) e stanno lentamente estendendo la loro influenza alle generazioni successive, con un aumento del 4,6% di quelli di seconda generazione, del 12,3% di quelli di terza e del 10% di quelli di quarta e oltre.
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Anche la ricchezza media delle donne ha continuato ad espandersi nel 2025 arrivando a 5,2 miliardi di dollari, con un tasso di crescita dell’8,4% che è più del doppio di quello degli uomini (3,2% a 5,4 miliardi). Le miliardarie sono appena 374, contro 2.545 Paperoni maschi, ma hanno superato i ‘colleghi’ in termini di accumulo di ricchezza per quattro anni consecutivi. Il report evidenzia poi la grande mobilità internazionale dei super-ricchi: il 36% dichiara infatti di essersi trasferito almeno una volta e il 9% considera questa possibilità. Una migliore qualità della vita (36%), le preoccupazioni geopolitiche (36%) e la possibilità di organizzare in modo più efficiente le questioni fiscali (35%) sono le ragioni principali che li spingono a traslocare.
Per quanto riguarda gli investimenti, il Nord America rimane la principale destinazione (63%), seguita dall’Europa occidentale (40%) e dalla Cina (34%). Colpisce la rinnovata fiducia nel Dragone e nell’Asia-Pacifico in generale, il 42% dei miliardari prevede di aumentare l’allocazione alle azioni degli emergenti nei prossimi dodici mesi. Oltre quattro su dieci (43%) hanno poi intenzione di incrementare quella verso i mercati sviluppati, mentre il 7% la ridurrà. Molti puntano inoltre ad accrescere l’esposizione a private equity, hedge fund e infrastrutture. In cima alla lista delle preoccupazioni per il prossimo anno ci sono i dazi (66%), i maggiori conflitti geopolitici (63%) e l’incertezza politica (59%).
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Guardando al futuro, i prossimi decenni vedranno un numero crescente di miliardari e centimilionari. Si stima che, complessivamente, passeranno di mano circa 6.900 miliardi di dollari entro il 2040, con almeno 5.900 miliardi che andranno ai figli (direttamente o tramite i coniugi). Questo cambiamento generazionale sta rimodellando le dinamiche familiari e le priorità di investimento. Più di otto miliardari su dieci con prole esprimono il desiderio che questa possa avere successo in modo indipendente, dando valore allo sviluppo delle competenze più che alla dipendenza dal patrimonio ricevuto. Oltre due terzi sperano inoltre che gli eredi seguano le proprie passioni, e più della metà vorrebbe che usassero i beni per avere un impatto positivo sul mondo. Il 43% si augura poi di vedere i propri figli portare avanti e far crescere l’azienda, il marchio o i beni di famiglia. Infine, gli intervistati percepiscono alcuni grandi cambiamenti nelle priorità future. E ritengono che le generazioni più giovani apprezzino valori olistici, attribuendo maggiore importanza al progresso tecnologico e all’innovazione, allo stile di vita e agli investimenti di grande impatto. Sono anche convinti che le nuove generazioni dovranno affrontare diverse sfide globali: per il 75% la più urgente a livello sociale è rappresentata dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, seguita dal cambiamento climatico (55%) e da povertà e disuguaglianza (45%).
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