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Survey Wellington: per il 45% il principale vantaggio è il potenziale di rendimento più elevato. Rischi da caos politico e dazi, mentre piacciono sempre di più le strategie miste pubblico-privato
Rischi economici e tensioni geopolitiche non intaccano l’appeal dei private markets. E la prova sta nel fatto che il 96% degli investitori istituzionali a livello globale prevede di aumentare o mantenere la propria allocazione in questo segmento nei prossimi dodici mesi. Lo rivela la ‘Private Investing Survey‘ condotta da Wellington Management, dalla quale emerge un generale ottimismo nei confronti dei private asset e la diffusa convinzione dei limited partner che una strategia combinata tra mercati pubblici e privati possa migliorare la performance del portafoglio.
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Il 53% aumenterà l’allocazione
Stando al sondaggio, che ha raccolto le risposte di oltre 165 operatori (LP, GP e fornitori di servizi), nel corso del prossimo anno il 53% dei limited partner prevede di aumentare le proprie allocazioni e il 43% di mantenerle, a fronte di un 4% che ha invece intenzione di ridurle. Lo studio sottolinea quindi l’ottimismo persistente, con il 45% di tutti gli intervistati che ha identificato il “potenziale di rendimento più elevato” come uno dei vantaggi principali dei mercati privati, nonostante gli istituzionali ammettano di essere preoccupati per l’impatto che l’incertezza avrà su questo segmento nei prossimi dodici mesi.
Ben il 64% indica infatti proprio il caos politico o i dazi come il principale rischio. E quasi la metà di tutti gli intervistati (48%) ritiene che l’instabilità politica avrà il maggiore impatto. Più nel dettaglio, appena un LP su dieci ha ridotto la propria esposizione nell’ultimo anno. Mentre a livello geografico sono gli Stati Uniti ad aver registrato la percentuale più alta di intervistati che hanno aumentato la loro allocazione (73%). L’Europa e il Medio Oriente sono però i più ottimisti: rispettivamente il 65% e il 64% degli intervistati ha intenzione di incrementare l’esposizione.
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Piacciono le strategie miste pubblico-privato
L’indagine ha anche sondato l’atteggiamento degli LP riguardo alla tendenza sempre più diffusa di una convergenza tra mercato pubblico e privato. La maggioranza (51%) degli investitori è convinta che una strategia mista possa migliorare la performance del portafoglio e il 63% la prenderebbe in considerazione. Secondo questi ultimi, il principale vantaggio è infatti quello di “una visione più olistica di tutti gli investimenti” (19%), seguito da “un più facile accesso alla ricerca e agli approfondimenti” (16%). Inoltre, gli LP prevedono che le azioni saranno il settore dove si registrerà la maggiore convergenza rispetto ad altre classi di asset, come il credito e l’immobiliare.
“A causa dell’incertezza del contesto macroeconomico, molti LP hanno adottato misure per diversificare le loro allocazioni storicamente concentrate, spostandosi dalle strategie tradizionali e includendo titoli secondari e growth nei portafogli futuri”, sottolinea inoltre Kalyani Harar, director of private investments di Wellington Management. Una scelta, secondo l’esperta, mossa “dai vantaggi di liquidità e dalla riduzione dell’esposizione diretta alla volatilità dei tassi d’interesse per i titoli growth”.
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