CFA Society Italy Sentiment Index in calo. L’inflazione è vista scendere, mentre sale il pessimismo sull’azionario. “Contesto favorevole a un’asset allocation moderatamente risk-on”
Non un tracollo, ma comunque un segnale di pessimismo. Dopo la lieve ripresa di maggio, a giugno l’umore degli investitori professionali italiani è tornato a peggiorare lievemente. E indica come, nonostante le attese per un imminente allentamento monetario soprattutto nell’Eurozona, gli operatori restino guardinghi sulla situazione economica e sull’andamento degli indici azionari. È quanto emerge dall’ultima rilevazione mensile del ‘CFA Society Italy – Radiocor Sentiment Index’, stando alla quale la differenza fra coloro che risultano ottimisti sulle prospettive dell’economia rispetto a chi vede nero si attesta a -13,3 punti, in calo di 0,8 punti rispetto all’indagine precedente.
Situazione italiana stabile, sfiducia per quella dell’Eurozona
Le aspettative sull’attività italiana rimangono stabili e risultano solo leggermente negative, con un valore del ‘Sentiment Index’ pari a -13,3 punti. In particolare, due terzi degli investitori che hanno preso parte al sondaggio ritengono stabile la situazione attuale dell’economia del nostro Paese, il 16,7% la vede in una condizione positiva, mentre una stessa percentuale ritiene ancora che sia presente una dinamica negativa. In termini di aspettative sui prossimi sei mesi, i valori rimangono sostanzialmente invariati: il 13,3% si attende un miglioramento delle condizioni macroeconomiche (+0,8 punti rispetto al mese scorso), il 60% stima condizioni stabili (-2,5 punti) e il 26,7% prevede un peggioramento (+1,7 punti). Allargando lo sguardo all’Eurozona, invece, le attese sul prossimo semestre scendono, anche se di poco. Per gli USA, infine, la view resta sostanzialmente invariata, in territorio comunque leggermente negativo.
Inflazione attesa in calo, sale il pessimismo sull’azionario
Per quanto riguarda il nemico numero uno, l’inflazione, permane un ampio consenso che stima un calo generalizzato nei prossimi sei mesi. E gli operatori finanziari prevedono che le banche centrali operinoi tagli dei tassi annunciati, soprattutto nell’Area dell’euro. Sulla parte lunga delle curve dei rendimenti, invece, si conferma una situazione più incerta: è previsto un aumento dei tassi sui titoli di Stato italiani, mentre si attendono dati invariati in Eurolandia e Stati Uniti. Sempre negativa la view sull’azionario, le cui aspettative rispetto al mese scorso sono scese ancora. Mentre, sulle valute, ci si aspetta che il dollaro possa apprezzarsi rispetto all’euro. Infine, sul petrolio, ci si attende un ulteriore incremento dei prezzi, in linea con le rilevazioni dei mesi scorsi.
Asset allocation moderatamente risk-on
Annalisa Usardi, CFA global research senior economist di Amundi Investment Institute
Secondo Annalisa Usardi, CFA global research senior economist di Amundi Investment Institute, i dati finora emersi hanno rivelato una crescita più positiva delle attese a livello europeo, confermando invece alcuni segnali di rallentamento dell’economia americana rispetto al passo sostenuto di fine 2023. “Ci aspettiamo che questa tendenza continui: gli Stati Uniti continueranno a crescere, ma a un tasso progressivamente più lento ed inferiore al proprio potenziale, aiutando così il processo disinflattivo”, afferma.
Per la Usardi, Italia ed Eurozona continueranno a crescere a un ritmo in linea con il proprio potenziale, supportato dal recupero della domanda interna che beneficerà del rallentamento dell’inflazione. “Questo contesto risulta favorevole ad un’asset allocation moderatamente risk-on, concentrata su segmenti di mercato resilienti rispetto a uno scenario caratterizzato comunque da notevoli elementi d’incertezza”, conclude.
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