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Con 1.744 deal e 109 miliardi di euro di controvalore, le integrazioni toccano i massimi da dieci anni. A fare da traino il segmento mid-market, che resta centrale anche nel 2026. Il report di Arkios Italy
Il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni ha chiuso il 2025 con numeri da record. È quanto emerge dal report di Arkios Italy, secondo cui l’anno è passato in archivio con M&A in crescita del 7,4% a 1.744 e un controvalore complessivo salito del 18,8% a 109 miliardi di euro. Ma a segnare il vero punto di discontinuità con il passato non sono tanto i numeri, che pure si confermano al top da dieci anni, bensì un altro dato: a fare da traino sono stati i segmenti small e mid-cap, che hanno mostrato una dinamica più diffusa e strutturale.
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Mid-market il faro
Il mid-market, definito da Arkios come operazioni con valore compreso tra 50 e 500 milioni di euro, ha registrato in particolare 151 deal annunciati: un incremento annuo del 17% che ha portato a un controvalore aggregato di 27 miliardi di euro, anch’esso in crescita del 17%. Tra le operazioni più rappresentative figurano l’acquisizione di Verivox da parte di Moltiply Group per circa 292 milioni di euro, l’ingresso di Azimut Holding in North Square Investments con un investimento di 137 milioni e l’iniziativa su GRIN Therapeutics da parte della coppia Pharma-Blackstone per 123 milioni. Nell’upper mid-market si distinguono inoltre l’acquisizione di Tivit da parte di Almaviva per 469 milioni e quella di Coeo Group da parte di doValue per 390 milioni, a conferma di una forte spinta al consolidamento industriale e finanziario.
Cresce l’attrattività internazionale
Sul piano geografico, il mercato ha mostrato un sostanziale equilibrio tra transazioni domestiche e cross-border. E trova conferma l’interesse verso le imprese italiane da parte degli investitori esteri, soprattutto francesi e spagnoli, l’aumento significativo delle operazioni outbound mostra come a crescere sia anche la propensione dei gruppi nazionali a espandersi oltreconfine: mercati più maturi e liquidi, in particolare, le destinazioni preferite. “Il 2025 ha confermato che il mid-market non è più un segmento tattico ma la vera infrastruttura del mercato M&A italiano”, ha commentato il ceo di Arkios Italy Paolo Cirani. Che ha aggiunto: “È qui che si concentrano i deal con maggiore razionalità industriale, capacità di esecuzione e visione di lungo periodo”.
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Il trend proseguirà
Guardando al 2026, la view di Arkios è chiara: l’attività di M&A proseguirà, con il mid-market ancora protagonista in un contesto caratterizzato da tassi di interesse più stabili ma anche ampia disponibilità di capitale da parte di private equity e private debt e una progressiva convergenza delle valutazioni. I settori con il maggiore potenziale resteranno automazione industriale e digitalizzazione, così come efficienza energetica e logistica o anche healthcare ed energie rinnovabili. Attenzione pure ai comparti frammentati più adatti a strategie di aggregazione.
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